Los Roques, dopo quattro anni riprendono le ricerche

L'annuncio è arrivato via mail alle famiglie dei dispersi trevigiani. Le perlustrazioni dovrebbero riprendere tra due settimane

Sono passati quattro anni dal giorno in cui si sono perse le tracce della famiglia Durante di Ponzano, a Los Roques, in Venezuela. E finalmente, tra due settimane, riprenderanno le ricerche.

Il 4 gennaio 2008 il Let 410 della compagnia Transven, sulla quale viaggiavano Paolo (41 anni al momento della scomparsa), Bruna (42) e le piccole Sofia (6) ed Emma Viola (8), insieme ad altre dodici persone, scomparve dai radar dell’aeroporto dell’isola di Gran Roque. Da allora non si hanno avute più notizie: velivolo e passeggeri sembrano essere svaniti nel nulla. Solamente il corpo del co-pilota fu recuperato, due settimane dopo la scomparsa.

I parenti dei passeggeri non hanno mai creduto che si sia trattato di un incidente aereo, ipotizzando addirittura un rapimento collettivo. Forse, potranno avere presto le risposte che cercano.

Ieri, dopo un anno e mezzo di sospensione delle ricerche, ai familiari dei dispersi trevigiani è arrivata una comunicazione via e-mail, che annunciava la ripresa delle indagini nelle prossime due settimane.

Il prossimo 19 gennaio, in Venezuela, le autorità del Paese sudamericano, i rappresentanti del Governo italiano e gli esperti della società statunitense incaricata della nuova perlustrazione, si incontreranno in una riunione tecnica per definire con precisione l’area da prendere in esame.

Le ricerche non verranno più condotte a macchia di leopardo, come avvenuto in precedenza, ma batteranno i fondali oceanici a tappeto. Perno delle perlustrazioni sarà la zona in cui si presume si avvenuto l’inabissamento del bimotore, ma il raggio delle indagini verrà allargato rispetto agli anni precedenti.

Gli americani, monitorati dalle autorità venezuelane, si avvarranno dell’utilizzo di uno speciale robot, che scandaglierà il fondo dell’oceano, alla ricerca del velivolo o di qualunque traccia utile.

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“Abbiamo avuto conferma dell’avvio delle ricerche. Non dovrebbero esserci intoppi – ha precisato Romolo Guerrieri, il padre di Bruna, alla Tribuna di Treviso – Ma finché non partono davvero, non possiamo essere sicuri che in Venezuela non trovino altre scuse. Se nemmeno questa volta partono le ricerche – promett – farò qualcosa di clamoroso”.

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