Aereo in fase di atterraggio danneggia un tetto, compagnia aerea condannata

L'episodio risale al 2009 ed il tribunale ha emesso la sentenza di primo grado alcune settimane fa. Ad intentare la causa una famiglia di Quinto di Treviso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

TREVISO Una famiglia trevigiana ha intentato causa contro una compagnia aerea low-cost arrivando, dopo anni di battaglia giudiziaria, ad ottenere ragione. I proprietari dell'immobile, residenti a Quinto di Treviso, hanno avviato l'iter nel 2009 quando un velivolo, in fase di atterraggio all'Aeroporto Canova di Treviso, ha danneggiato il tetto dell'abitazione. A confermare il danno, che ha portato alla sentenza di primo grado del Tribunale di Treviso, una perizia tecnico-ricostruttiva, promossa in sede giudiziaria, che per la prima volta ha provato come un passaggio troppo ravvicinato di un volo, attribuito alla compagnia, ha causato i danni ad una abitazione.

"Siamo davanti ad una famiglia che ha avuto il coraggio di portare le proprie ragioni davanti ad un giudice: noi - spiega Roberto Simioni, Presidente della società trevigiana di tutoring Obiettivo Risarcimento, leader nazionale per fatti finalizzati al risarcimento del danno - abbiamo deciso di offrire il nostro supporto anche a questa vicenda dato che la compagnia in relazione ai fatti, non ha mai proposto, per via bonaria, offerte/liquidazioni transattive; che si tratti di una vicenda alla Davide contro Golia è indubbio: sono convinto che questa sentenza costituisca un precedente straordinario".

Oltre a questo Simioni evidenzia anche un ulteriore aspetto della vicenda: "Il problema di queste persone - dice - non si limita ad un tetto danneggiato e infatti con un team di esperti stiamo valutando la pericolosità ed il rischio, anche da un punto di vista psicologico, a cui è costantemente sottoposta questa famiglia cosi strettamente condizionata dall'intero distretto aeroportuale". La sentenza è stata pronunciata recentemente (si tratta della 381 del 17 febbraio 2017) ma ad oggi la società non ha provveduto a risarcire i danni che ammontano a circa 25mila euro tra danni, spese legali, peritali, di traduzione nonchè interessi. Una cifra esigua per la compagnia ma ovviamente tutt'altro che indifferente per l'economia ed il disagio subito dalla famiglia.

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