Rospi e rane escono dal letargo, ad aiutarli ad attraversare la strada c'è l'Enpa Treviso

Gli amici anfibi si svegliano con l'innalzarsi delle temperature e "attendono" per così dire la mano umana per poter attraversare la strada, evitando così il rischio di essere investiti

REVINE LAGO Come di consueto, con il finir dell'inverno, escono dal letargo e si dirigono verso le fresche e calme acque per deporre le loro uova. Stiamo parlando di rospi e rane, decine di migliaia di anfibi che decidono di trascorrere la loro vita nelle ospitali terre e acque della provincia. Ma ogni anno sono molte le insidie che devono superare, perchè ad essere molto meno ospitali per loro sono le trafficate strade dei nostri comuni.

A correre in soccorso, per permettergli letteralmente di continuare il loro cammino, ci sono però fortunatamente i volontari dell'Enpa Treviso. Si parte da delle azioni preventive durante il periodo invernale, ovvero il posizionamento di piccole reti a lato del manto stradale che bloccano il passaggio dei piccoli animali, poi appena le temperature si alzano verso i 10/12° gli amici anfibi si svegliano e raggiungendo questo ostacolo, "attendono" per così dire la mano umana per poter attraversare la strada, evitando così il rischio di essere investiti.

E' quello che accade a Revine Lago, dove piccoli gruppi di volontari setacciano in lungo e in largo le strade comunali, per circa un mese e mezzo, per traghettare rospi e rane verso il lago. "Con l'arrivo dell'imbrunire ci ritroviamo per effettuare queste operazioni di salvataggio. - ci spiega Adriano De Stefano, presidente provinciale di Enpa Treviso - In una sera ne raccogliamo circa 2 mila".

"Salviamo i Rospi!" - così si chiama l'evento creato ad hoc su Facebook - si svolge in realtà da 15 anni in provincia di Treviso, in particolare nella zona di Revine e del Montello. In una stagione di migrazione si raggiungono anche i 60 mila salvataggi ci spiega il presidente dell'ente nazionale protezione animali: "Ora siamo in uno stato di pre allarme - afferma Adriano De Stefano - in quanto ci stanno incominciando a segnalare i primi avvistamenti e proprio questa sera partirà il primo giro esplorativo. Peccato purtroppo però che ad interessarsi del problema - continua il presidente De Stefano - siano i cittadini di altri comuni, mentre gli abitanti di Revine sembrano non avere molto a cuore la questione, nonostante gli anfibi attraversino costantemente i loro giardini". De Stefano lancia così un appello: "Venite ad aiutarci a salvaguardare il nostro territorio. E' sufficiente un giubbino rifrangente, una torcia e un capiente secchio di plastica. Basta raccoglierli, riporli nel secchio e liberarli dall'altro lato della strada".

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