Sospettava che la moglie lo tradisse: piazza telecamere nascoste in casa e gps sull'auto

Un 40enne è finito a processo con l'accusa di interferenze nella vita privata: per scoprire le scappatelle della donna aveva ingaggiato anche un investigatore privato

Sarebbe stata una vera e propria operazione di spionaggio quella messa in atto da L.G., un 40enne di San Pietro di Feletto che sospettando che la ex moglie avesse una relazione con un altro uomo, e che quella storia parallela fosse stata la causa della loro separazione, avrebbe installato microtelecamere nella casa della donna, con tanto di centrale di registrazione. Non solo: nella macchina della donna avrebbe posizionato anche un rilevatore gps che forniva in tempo reale informazioni sugli spostamenti della ex e che secondo l'accusa sarebbe stato persino in grado di effettuare registrazioni ambientali.

L'uomo è finito a processo con l'accusa di interferenze nella vita privata. Nell'udienza di ieri c'è stata la sfilata dei testimoni dell'accusa: il titolare dell'azienda che ha effettuato la prima bonifica dell'abitazione, il tecnico incaricato dalla Procura di estrarre i file contenuti nel registratore digitale che immagazzinava le immagini delle telecamere, l'ispettore di polizia che ha condotto le indagini e l'investigatore privato a cui l'imputato si era rivolto con l'intenzione di far emergere le scappatelle.

Nel 2013, quando i due protagonisti della vicenda erano ancora sposati, l'uomo decide infatti di affidare ad una agenzia di investigazioni il compito di pedinare la moglie. Si fa anche consegnare un rilevatore di posizione gps, che avrebbe installato lui stesso nell'auto della donna. Nel frattempo le cose fra i due vanno di male in peggio ma l'uomo non demorde. Pur uscito di casa, sarebbe riuscito ad installare tre microtelecamere (una in soggiorno, una in camera e una all'ingresso della casa), collegate con un registratore digitale e un router. Proprio grazie al segnale wifi il 40enne, secondo l'accusa, poteva  immagazzinare le registrazioni a distanza. La donna ha scoperto il gps nell'auto a causa di interferenze che le impedivano di ascoltare l'autoradio e sarebbe stato uno strano brusio a farle trovare i cavi dei collegamenti tra registratore digitale e router nella camera da letto.

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