Estorsioni, blitz all'alba: quattro arrestati dai carabinieri di Treviso

Indagine avviata dopo un controllo effettuato presso un’armeria di San Zenone degli Ezzelini per verificare la posizione di una pistola che aveva le stesse caratteristiche di quella utilizzata per un omicidio avvenuto la notte del 9 gennaio 2018 a Venezia

Il comando provinciale dell'Arma di Treviso

Oggi, giovedì 28 novembre, dalle ore 6, tra le province di  Treviso, Venezia e Padova, coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso, é scattata un’operazione condotta dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Treviso nel corso della quale è stata data esecuzione un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Treviso, nei confronti di quattro pregiudicati, di cui un cittadino albanese, ritenuti responsabili, in concorso, di detenzione e porto in luogo pubblico di armi ed estorsione.

L’attività investigativa è scaturita da un’indagine avviata nel 2018 dai carabinieri di Treviso a seguito di un controllo effettuato presso un’armeria di San Zenone degli Ezzelini per verificare la posizione di un’arma da fuoco le cui caratteristiche risultavano analoghe a quella utilizzata per un omicidio avvenuto la notte del 9 gennaio 2018 a Venezia. Per i dettagli dell’operazione è stata convocata una conferenza stampa presso il Comando Provinciale di Treviso di via Cornarotta.

Il delitto del 9 gennaio 2018

L'omicidio era avvenuto nel centro storico di Venezia. Un uomo, Ivano Gritti, giudecchino di 47 anni, venne ucciso in calle de le Chiovere, nel sestiere di San Polo, nella notte tra lunedì e martedì, all'esterno di un'abitazione. È stato raggiunto da almeno un proiettile: il colpo fatale l'ha centrato in un occhio. I carabinieri fermarono nei minuti successivi Ciro Esposito, 49 anni, napoletano residente a Chioggia ma di fatto senza fissa dimora, già conosciuto alle forze dell'ordine. Si trovava dentro l'abitazione quando ha esploso, verso l'esterno, il colpo mortale. I proiettili hanno attraversato il portoncino d'ingresso e hanno attinto la vittima, che si trovava, secondo chi ha chiamato le forze dell'ordine, assieme a un'altra persona fuggita a gambe levate. L'uomo fuggito, di probabili origini nordafricane, secondo alcuni residenti è stato individuato poco più tardi, a Sacca Fisola. Forse proprio nell'abitazione della compagna del presunto assassino. Ma su questo punto i militari dell'Arma mantengono stretto riserbo. Certo è che se questa terza persona c'è stata davvero potrebbe contribuire in maniera determinante a far luce sulle motivazioni del delitto. A lanciare l'allarme sono stati i residenti, sentendo gli spari, poco dopo l'una. Una signora dalle finestre ha visto un uomo disteso a terra, nel giardinetto antistante l'abitazione del presunto assassino, il quale poi ha confessato il delitto.

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Il plauso di Zaia agli investigatori

«I cittadini chiedono sicurezza e operazioni come quella portata a termine oggi dai Carabinieri di Treviso insieme alla Magistratura non solo sono una risposta ma sono anche il messaggio che ci conferma come non deve essere mai abbassata la guardia contro la criminalità». Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia esprime soddisfazione per il blitz dell’Arma trevigiana che, intervenendo in provincia di Treviso, Padova e Venezia, ha portato all’arresto di quattro persone, di cui una straniera, per traffico d’armi ed estorsione. «Mi complimento con i militari e tutti gli inquirenti -conclude il Governatore- Ho letto che è stato sequestrato anche un discreto arsenale di armi rubate, di cui una è accertato sia servita per un omicidio; quello raggiunto è un grande risultato che conferma le capacità investigative delle nostre forze dell’ordine a tutela dei cittadini per bene».

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