Vedelago, in agitazione anche lavoratori del Centro riciclo

I sindacati e i lavoratori del Centro riciclo di Vedelago hanno proclamato lo stato di agitazione, dopo il rifiuto dell'azienda di ricorrere alla cassa integrazione ed evitare la mobilità a 15 dipendenti

Da San Biagio di Callalta l'agitazione si espande a Vedelago. Dopo i dipendenti della Panto, anche i lavoratori del Centro riciclo annunciato lo stato di agitazione.

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’incontro svoltosi ieri pomeriggio con la proprietà dell'azienda non ha avuto gli esiti sperati. Fit Cisl Treviso e FP Cgil Treviso avevano chiesto il ricorso alla Cassa integrazione Straordinaria, per evitare la messa in mobilità di 15 dei 31 lavoratori del reparto selezione, e un maggiore impegno nel proseguire con il programma di riorganizzazione finalizzato all’aumento della produttività.

Alle proposte, però, l’azienda ha risposto opponendo un rifiuto, ritenendo che il ricorso alla C.I.G. fosse, secondo quanto riportato da Cisl e Cgil, un “premio” non meritato dai lavoratori. "Incomprensibile - si legge in una nota dei sindacati - l’atteggiamento dimostrato dall’azienda, decisa a ridurre il proprio organico di 15 unità".

“Il lavoro di parecchi mesi per costruire delle proficue relazioni sindacali - afferma Nicola Toffoli, segretario generale della Fit Cisl di Treviso - è stato vanificato da un atteggiamento indice di una scarsa responsabilità sociale che invece un imprenditore lungimirante dovrebbe avere; fino a questo momento abbiamo cercato di tenere i toni bassi per non creare inutili tensioni anche tra i lavoratori, ma oggi abbiamo provveduto a dichiarare formalmente lo stato di agitazione”.

“Sembra - aggiunge Marta Casarin della Fp Cgil Treviso - più che altro una decisione dettata da logiche che nulla hanno a che vedere con un’analisi vera della situazione, ma che rispondono più a ‘rivendicazioni”’ aziendali che non potranno che scontrarsi con tutti i lavoratori. Ricordo che la nostra proposta avrebbe dato la possibilità all'azienda di avviare tutti i percorsi utili per una possibile ripresa e stabilizzazione dell'attività lavorativa”.

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