Spending review: Cgil Cisl e Uil in piazza dei Signori mercoledì

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uil Tucs e Uiltrasporti proclamano lo stato di agitazione per mercoledì 19 settembre 2012 in piazza dei Signori, contro i tagli della spending review neii pubblici servizi

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uil Tucs e Uiltrasporti Treviso aprono lo stato di agitazione provinciale contro gli effetti della spending review, che si abbattono su lavoratrici e lavoratori del pulimento, della ristorazione e dei servizi, con un presidio di due ore, dalle 10 alle 12, davanti alla prefettura di Treviso, domani.

Nella Marca il settore dà lavoro a circa 3mila addetti, per quasi la totalità monoreddito e donne e con contratto part time. Il loro lavoro è a rischio a causa del decreto di revisione di spesa, che prevede il taglio del 5 per cento sull'acquisto di beni e servizi da parte delle aziende socio-sanitarie.

Taglio che rischia di tradursi nella riduzione delle ore e dei posti di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti pubblici.

"Queste lavoratrici sono chiamate quotidianamente a difendere il minimo di orario per vivere, spesso per sopravvivere - spiega Patrizia Manca di Fisascat Cisl - e questa ulteriore manovra taglia e peggiora la situazione. Non è possibile scaricare completamente il peso della revisione della spesa ancora una volta e unicamente sui lavoratori”.

I sindacati saranno in piazza dei Signori, domani, per difendere le proprie ragioni “contro gli effetti negativi della spending review decisa dal governo Monti e subito messa in pratica in Veneto, con la richiesta alle aziende sanitarie da parte della Regione di procedere ai tagli del 5 èer cento. Questa è la strada già intrapresa dalle Asl di Verona, Padova, passando per l’ Asl 13 della Riviera del Brenta fino a Rovigo, mentre a Treviso, Belluno e Venezia ancora non sono state prese decisioni”.

“La cosa certa – sottolinea Patrizia Manca – è che in queste Asl il taglio si è tradotto non certo in una diminuzione degli stipendi dei direttori generali, tutti in scadenza, bensì nel taglio di ore e posti di lavoro degli appalti, che sono la parte più debole del mercato del lavoro".

“Inoltre – aggiunge Luisa Buranel della Filcams Cgil – a pagare saranno anche i cittadini, perché, colpendo la pulizia di ospedali, ambulatori, mense e scuole, i servizi essenziali saranno diminuiti e calerà il livello di sicurezza negli ospedali”.

“I cittadini - concludono i sindacati - devono sapere che non è accettabile che una minore spesa pubblica abbia queste conseguenze e che il conto più elevato di queste scelte ricade su donne e uomini che da sempre contribuiscono all’efficienza e all’efficacia del settore pubblico, svolgendo lavori di sanificazione e pulizia altamente qualificati”.

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