"Sabato non fare la spesa". Nella Marca 10mila dipendenti in sciopero

I sindacati invitano la società civile a non fare la spesa sabato e dicono: "Il contratto non può più attendere"

TREVISO Contro il mancato rinnovo dei contratti e lo stallo del tavolo negoziale con Federdistribuzione, Distribuzione Cooperative e Confesercenti, le federazioni del terziario e commercio Filcams Cgil Treviso, Fisascat Cisl Belluno e Uiltucs Belluno Treviso,  si preparano alla prima giornata di mobilitazione e sciopero nazionale, che si terrà Sabato 7 novembre  con manifestazione Regionale a Vicenza a partire dalle ore 9.30. Lo sciopero a Treviso coinvolgerà oltre 10 mila lavoratori impiegati nella grande distribuzione, nella cooperazione e nelle aziende aderenti a Confesercenti.  Le realtà commerciali interessate, anche per il territorio trevigiano a titolo esemplificativo sono i Supermercati Alì, Cadoro, Gruppo COIN, Conbipel, Despar, Decathlon, Gruppo PAM Panorama , Leroy Merlin, KIKO, Limoni e gruppo OVS.  Iper Castelfranco e la cooperazione rappresentata nel nostro territorio da Coop Adriatica, Coop NordEst  e Conad.
“I lavoratori dei questi  comparti commerciali attendono il rinnovo del contratto da ormai oltre ventidue mesi  - dichiarano le OOSS – Questo stallo negoziale è attribuibile alla volontà delle associazioni datoriali di settore di abbattere il costo del lavoro a fronte della progressiva riduzione dei fatturati.  Per noi è impensabile che il prezzo della crisi ricada esclusivamente sui lavoratori e lavoratrici  del settore, soprattutto donne e con contratto part time.” I punti maggiormente contestati dalle organizzazioni sindacali di categoria sono: l’eliminazione dell’automatismo degli scatti di anzianità, l’eliminazione dei primi  tre giorni di assenza  per  malattia , la riduzione delle maggiorazioni domenicali, del notturno, dello straordinario.  L’aumento del divisore orario, il peggioramento delle condizioni retributive e normative inferiori in particolare per i nuovi assunti e l’enorme flessiblità di orario che viene richiesta a tutti i lavoratori, senza considerare il già pesante lavoro domenicale e festivo al quale sono sottoposti tutti coloro che lavorano  in questi comparti.
“Riteniamo urgente definire, attraverso i rinnovi contrattuali, un aumento salariale che preveda anche il rafforzamento degli interventi di welfare integrativo e un pacchetto di aiuti e strumenti  che possano rispondere alle esigenze dei lavoratori nel momento del bisogno. Il rinnovo del contratto è necessario per la tutela dei diritti e delle regole di lavoro, per garantire dignità professionale. Queste le motivazioni – concludono i sindacati – che hanno portato alla proclamazione di queste due giornate di sciopero, iniziando da sabato 7 Novembre, con l’obiettivo di tutelare i dipendenti della grande distribuzione sia privata che cooperativa. Proprio per dare maggiore peso allo sciopero e alle richieste illustrate,chiediamo anche alla società civile di non fare la spesa sabato, supportando la protesta e contribuendo così a sostenere i diritti dei lavoratori.”

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