Sciopero scuola: da Treviso 250 tra insegnanti e studenti

Martedì sciopero nazionale contro il DDL del Governo Renzi. Obiettivi: stabilizzazione dei precari e rinnovo del contratto nazionale

L'assemblea di venerdì scorso

TREVISO Il mondo della scuola si ferma. Proclamato per martedì uno sciopero nazionale per opporsi al DDL del Governo Renzi sul riordino della scuola pubblica statale in preparazione alla mobilitazione che si è svolta venerdì scorso nell’aula magna dell’Itis “Giorgi Fermi” di Treviso, una partecipata e affollata assemblea provinciale del personale della scuola, convocata unitariamente dalle organizzazioni territoriali della scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Confsal. L’iniziativa è servita ad invitare docenti, personale Ata e Dirigenti scolastici alla grande manifestazione che si terrà domani a Milano, per le regioni del nord Italia e, contemporaneamente, in  altre 4 piazze italiane ( Roma, Bari, Palermo, Catania).

“L’adesione alla manifestazione è massiccia, da Treviso e da Belluno partiranno 5 pullman alla volta di Milano, con oltre 200 docenti e una cinquantina di studenti  – afferma Teresa Merotto Segretaria Generale Cisl Scuola Belluno Treviso - Ma il 5 maggio nelle scuole e nelle piazze di Treviso, Belluno e del Veneto  si svolgeranno anche tante manifestazioni spontanee e flash mob, che vedranno protagonisti studenti, docenti e tutti i cittadini che vorranno unirsi alla protesta.”

“I lavoratori della scuola esprimono la loro contrarietà ai contenuti del disegno di legge sulla riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che, se approvato senza modifiche, porterà ad uno stravolgimento dell’attuale assetto del sistema scolastico italiano, mettendo a rischio un’organizzazione della vita scolastica che vede attualmente la partecipazione di tutte le componenti (genitori, studenti, docenti, personale Ata) alle decisioni e alle scelte importanti per le scuole, gli studenti e le loro famiglie. – prosegue Merotto – Come Sindacati chiediamo che si proceda urgentemente con un decreto- legge per le immissioni in ruolo dei precari, in modo da garantire il loro ingresso nelle scuole dal 1° settembre 2015.”

“Come Sindacati unitari diciamo no alle deleghe al Governo su materie importanti per l’organizzazione e il funzionamento delle scuole, sulle quali solo il Parlamento è legittimato ad esprimersi, attraverso una discussione allargata, che  permetta una riflessione vera e partecipata sui futuri assetti della scuola. – conclude Teresa Merotto Cisl Scuola - Stabilizzazione dei precari, ruolo della dirigenza scolastica, valorizzazione del lavoro del personale della scuola, rinnovo del contratto nazionale bloccato da 7 anni sono i temi caldi della protesta che vedrà la mobilitazione di tutti lavoratori della scuola per l’intera giornata di martedì 5 maggio.”

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