Aspettando l'adunata triveneta con sentinelle del Lagazuoi e "4 colpi alla porta"

Giovedì hanno effettuato la sosta della penultima tappa accolti davanti al Monumento ai Caduti di Colle Umberto, da tre sindaci e vari amministratori, ma soprattutto da centinaia di alpini dei  gruppi  della Sezione di Vittorio Veneto

Foto: Archivio

COLLE UMBERTO Sono stati momenti di grande suggestione nel pomeriggio di giovedì 26 a Colle Umberto con la cerimonia di accoglienza delle Sentinelle del Lagazuoi, inserita dal comitato organizzatore del Raduno Triveneto 2018 all’interno degli eventi “Aspettando il Triveneto”. I figuranti dell’associazione storica, tutti appassionati di storia o rievocatori storici e appassionati di montagna, rigorosamente in divisa d’epoca e con gli scarponi chiodati, sono partiti domenica 22 ottobre da San Pietro al Natisone (Udine) per affrontare la tratta “da Caporetto al Piave”, a 100 anni dalla disfatta di Caporetto e la conseguente ritirata. In un primo tratto accompagnati da alcuni gruppi tedesco-ungheresi, che si sono fermati a Cividale del Friuli, poi il gruppo italiano si è diretto verso il Veneto, dove sabato è arrivato sul Piave, sul Ponte della Priula alla media di 23 chilometri al giorno.

Giovedì hanno effettuato la sosta della penultima tappa accolti davanti al Monumento ai Caduti di Colle Umberto, da tre sindaci e vari amministratori, ma soprattutto da centinaia di alpini dei  gruppi  della Sezione di Vittorio Veneto, guidati dal presidente Franco Introvigne e dal consigliere nazionale Renato Genovese, e con la presenza dei vessilli delle sezioni di Conegliano e Belluno. A Colle Umberto le Sentinelle del Lagazuoi si sono fermate, ospiti del gruppo collumbertese per partire il giorno seguente alla volta del Piave.

Davanti al monumento una sobria cerimonia, ma sentita, e ricca di contenuti. Resa degli onori ai Caduti e l’ammaina bandiera. Il sindaco di Colle Umberto Edoardo Scarpis nel fare i saluti di casa ha manifestato la soddisfazione personale, e del comune, per avere avuto l’opportunità di ricordare in modo così vero, quanto avvenne 100 anni fa. Il presidente Introvigne ha richiamato il significato profondo della cerimonia, sottolineando anche l’importanza della partecipazione, mentre il consigliere nazionale dell’ANA, il generale Renato Genovese ha sottolineato l’importanza di un ricordo simbolico di grande spessore  e il fatto di una partecipazione in prima file dell’Associazione  per non dimenticare la ritirata e l’invasione austroungarica. 

Il clou del fine settimana organizzato dal Coat, il comitato organizzatore dell’adunata triveneta, c’è stato domenica pomeriggio 29 ottobre, quando in un teatro Da Ponte davvero stracolmo l’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte diretta da Edoardo Fainello, ha presentato il secondo appuntamento, di grande spessore culturale: lo spettacolo teatrale “4 colpi alla Porta”,  allestito per rievocare e ricordare i tragici momenti della ritirata e quella guerra, dove nei paesi feriti del nostro territorio le conseguenze erano pesanti anche per chi era rimasto:  le donne, madri, sorelle, moglie, amanti, anche prostitute. La rappresentazione a cura dell’attrice vittoriese e regista Irene Casagrande, con lei protagonista insieme a Silvia Danieli, Margherita De Luca e Silvio Pasqualetto, ha voluto dare uno spaccato di storia e vita di cento anni fa, e l’emozione è salita alta nel teatro. 

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