Confartigianato Asolo-Montebelluna, apre sportello contro i suicidi

Il servizio di Confartigianato Asolo-Montebelluna sarà attivo da febbraio e offrirà un supporto psicologico per gli imprenditori in difficoltà

A fronte dei numerosi suicidi che negli ultimi mesi hanno investito la categoria, Confartigianato Asolo-Montebelluna ha deciso di aprire un centro di ascolto per gli imprenditori in difficoltà.

Lo sportello sarà attivo a partire da febbraio e metterà a disposizione psicoterapeuti che aiutino gli interessati a superare i momenti di depressione legati all’andamento finanziario dell’azienda.

“Abbiamo fatto due focus group per capire le reazioni dei nostri associati alla crisi – ha spiegato Claudio Faganello, dirigente della Confartigianato Asolo-Montebelluna – Lì è emerso che ci sono artigiani che riescono a reagire alla crisi e a intraprendere nuove vie, altri invece che si chiudono in se stessi, si sentono soli, abbandonati da tutti e quando si trovano in questa situazione tutto diventa possibile. Per questo abbiamo ritenuto di far partire a febbraio questo servizio”.

Si tratta di un servizio importante, che Confartigianato Asolo-Montebelluna potrà attivare grazie ai risparmi ricavati dalla fusione delle due associazioni, avvenuta due anni fa. “Questo sportello che intendiamo avviare è unico nel suo genere – ha aggiunto il vicepresidente dell’associazione Fausto Bosa – Non mi risulta ne esistano altri di questo tipo”.

Quella di Confartigianato Asolo-Montebelluna è una realtà in crescita. Conta poco meno di tremila soci, eroga servizi a milleseicento imprese e gestisce 67.700 cedolini all’anno.

“E abbiamo investito in due nuove sedi – ha aggiunto il presidente Stefano Zanatta – quella nuova di Valdobbiadene e quella di Giavera. Adesso vogliamo arrivare a fornire ai nostri associati una consulenza globale, che oggi nessuno offre, e a ben guardare anche il centro di ascolto rientra in questa ottica. Va detto poi – ha concluso Zanatta – che se la fusione tra due mandamenti ha portato a questi risultati, una fusione a livello provinciale permetterebbe di fare molto di più”.

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