L'annuncio sul foglio parrocchiale, la chiesa di Santa Maria Assunta già addobbata, le bomboniere infiocchettate, una sessantina di invitati impazienti di lanciare il riso, le fedi e gli abiti da sposi pronti per essere indossati. Non mancava niente, ieri pomeriggio a Zero Branco, per celebrare le nozze tra una 26enne e un 34enne. A parte lo sposo.
Niente tradimenti o ripensamenti dell'ultimo minuto, né qualche ex venuta dal passato: a mandare, almeno momentaneamente, all'aria il matrimonio dei due giovani sono state un paio di manette.
Lo sposo infatti è uno dei tre arrestati per il caso di permessi falsi venduti agli immigrati da uno studio di ragioneria di Treviso. La sposa, invece, è una studentessa, figlia della compagna del ragioniere mente della truffa.
Il 34enne, originario di Dolo (VE), è stato accompagnato nel carcere di Santa Bona venerdì, a poche ore dal "sì", sebbene l'ordinanza di custodia cautelare in carcere fosse stata emessa l'11 giugno scorso. In carcere lo sposo ha chiesto di poter vedere la compagna, possibilità che gli è stata negata almeno fino all'interrogatorio di garanzia, che si terrà mercoledì prossimo.
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Il matrimonio tuttavia sembra essere solo sospeso: la fidanzata dell'arrestato infatti sembra essere intenzionata a convolare a nozze non appena il 34enne tornerà in libertà.





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