Perseguita e pesta la moglie "troppo occidentale": marito-padrone a processo

I maltrattamenti a Spresiano dove la coppia viveva insieme alla figlioletta minorenne ma anche nei pressi del posto di lavoro di lei, dove l'uomo pretendeva di accompagnarla

Era perseguitata da un marito-padrone

Era già stato condannato in abbreviato a un anno di reclusione e 20mila euro di risarcimento per stalking nei confronti della moglie 27enne. Ora un albanese di 37anni di religione musulmana, che avrebbe  trasformato la vita della compagna in un inferno a causa della sua ossessiva gelosia, dovrà ripresentarsi davanti al giudice il prossimo 18 dicembre dopo che ieri è stato rinviato a giudizio con l'accusa di maltrattamenti sempre nei confronti della oramai ex coniuge.

L'uomo non avrebbe condiviso la eccessiva "occidentalizzazione" della 27enne e non si si sarebbe limitato alle minacce. Oltre a prometterle "ti ucciderò se mi lasci" avrebbe cercato obbligarla alle sue regole a colpi di ceffoni e tirate di capelli. Veri e propri pestaggi, che sarebbero avvenuti secondo l'accusa già a partire dal 2012 e fino al 2016. In una occasione, a suon di sberle, le avrebbe  provocato una grave contusione allo zigomo sinistro. Fatti che sarebbero avvenuti nella casa di Spresiano dove la coppia viveva insieme alla figlioletta minorenne ma anche nei pressi del posto di lavoro di lei, dove l'uomo pretendeva di accompagnarla e le imponeva di farsi prendere alla fine dei turni per paura che potesse avere contatti con "altri" e che non si comportasse come "una donna per bene".

Il marito-padrone, difeso dall'avvocato Simone Marian, sconvolto per essere stato lasciato e dopo aver ricevuto le carte della richiesta di separazione,era ossessionato dalla eccessiva "promiscuità" della ex moglie, che lavora come parrucchiera. «Sei una poco di buono, hai soddisfatto i tuoi clienti oggi?»: le diceva per insultarla, aggiungendo: «Non morirò senza ammazzarti, non pensare mai di esserti liberata di me, non voglio vederti con nessun altro. Per Allah ti sgozzerò prima, tanto non ho più niente da perdere nella vita».

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