Pesticidi sui filari, guerra tra vicini finisce in tribunale: in cinque a processo

Tre sono accusate di danneggiamento e due di lesioni gravi: la querelle sul "prosecco alle polverine" si era scatenata a Colfosco di Susegana nel 2016

Un vigneto meraviglioso, foto archivio

E' finita con un processo a cinque persone, tre accusate di danneggiamento e due di lesioni gravi, una  querelle tra vicini sul "prosecco alle polverine" scatenatasi a Colfosco nel 2016. A scatenarla l'accusa di alcuni vicini secondo cui una famiglia di viticoltori avrebbe causato utilizzato pesticidi e altri prodotti chimici per proteggere i propri filari dalle infestazioni, malgrado questi fossero molto vicini ad alcune abitazioni.

L'accordo sarebbe stato infatti quello di non utilizzare sostanze potenzialmente nocive per la salute nella cura delle viti. Accordo violato e così alcuni dei vicini che avrebbero a loro volta utilizzato del diserbante per uccidere le viti. I fatti risalgono al 2016 ma la vicenda affonda le sue radici qualche anno prima. Siamo tra le colline di Colfosco, un paesaggio caratterizzato da prati, boschetti e anche numerosi filari di vigna. E' il periodo cui si comincia sempre più spesso a parlare della presunta contaminazione di acque e terreni causata dai prodotti che vengono utilizzati per proteggere l'uva da vino dai parassiti, in particolare con il famigerato glifosato, noto erbicida totale usato proprio in viticoltura per l'eliminazione delle erbacce che infestano i filari e sospettato di essere altamente cancerogeno. Ad un certo punto, nel 2016, proprietari si accorgono infatti che alcune delle piante sono improvvisamente morte e ad un esame più accurato emerge che le viti sono dissecate, con le foglie che hanno tracce evidenti di una bruciatura chimica. E una sera avrebbero pizzicato tre vicini, due donne e un uomo, tra i filari che grondavano di sostanze chimiche. E gli avrebbero aggrediti a pugni e sberle.

I vicini, finiti a processo per danneggiamento, si difendono sostenendo che loro, quella sera, avrebbe utilizzato del diserbante nelle loro proprietà e che i due proprietari della vigna, alla sbarra per lesioni aggravate, li avrebbero aggrediti dopo un acceso scambio di opinioni legato ai dissapori sorti da tempo, trascinandoli nel vigneto dove vengono trovati quando sul posto arriva un pattuglia dei carabinieri.

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