Toscani: "Progetto con Ulss2 sulla prevenzione dell’alcolismo", la direzione sanitaria smentisce

Da "veneti ubriaconi" a una millantata collaborazione con l'azienda sanitaria trevigiana, la quale però smentisce qualsiasi rapporto con il fotografo: "Ogni eventuale ipotesi di collaborazione è da escludersi per l’atteggiamento stesso di Toscani che con le sue dichiarazioni dimostra di non comprendere il senso stesso del progetto"

TREVISO "Con Fabrica stiamo lavorando ad un progetto con un’associazione e con l’Ulss 2 Marca Trevigiana per una campagna di comunicazione che mette in guardia le donne incinte dal bere alcol"- è quanto avrebbe dichiarato il fotografo Oliviero Toscani, in questi giorni al Vinitaly a Verona, in un'intervista al Corriere del Veneto. Ma la risposta dalla direzione dell'Ulss2 trevigiana smentisce.

 In seguito alle dichiarazioni rilasciate recentemente dal signor Oliviero Toscani, la Direzione dell’Azienda Ulss 2 Marca trevigiana comunica:“Non vi è in corso alcuna collaborazione tra l’Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana e il signor Oliviero Toscani per quanto riguarda il progetto ‘Mamma beve, bimbo beve’ o altre iniziative che riguardino la prevenzione dell’alcolismo. Il progetto è stato avviato nel 2010 e, nella sua prima edizione e nel 2014, contò sulla collaborazione di Fabrica, senza alcun coinvolgimento di Toscani. 

Ogni eventuale ipotesi di collaborazione è da escludersi per l’atteggiamento stesso di Toscani che con le sue dichiarazioni dimostra di non comprendere il senso stesso di ‘Mamma beve, bimbo beve’. Una campagna mirata contro gli effetti della sindrome feto-alcolica, fondata sulla sensibilizzazione delle donne a rispettare l’astinenza dall’alcol in gravidanza (condizione in cui é comunque dannoso), infatti, è cosa ben diversa da ciò che lui sostiene e nasce su evidenze differenti.

L’Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana, per tanto, non può condividere le affermazioni fatte su generalizzate abitudini dei Veneti e sottolinea come non abbiano nulla di costruttivo, sottolineando piuttosto i risultati che emergono da un giusto approccio culturale anche contro l’uso smodato in generale. Gli ultimi rilevamenti nella nostra Azienda del Progetto Passi, infatti, riportano come sia il 5% della popolazione che abitualmente consuma una quantità di vino da considerarsi a rischio (più di un bicchiere a pasto) rispetto all’8% di una decina di anni fa. Tendenza che trova conferma anche nelle recenti rilevazioni delle condizioni in cui ci si mette alla guida: dieci anni fa erano 11 su 100 le persone che dichiaravano di guidare dopo aver bevuto più di una unità alcolica, oggi sono 5”.

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