Traffico di alcolici e frode sulle accise, maxi operazione della GdF

I vertici dell'organizzazione erano nel Regno Unito. Contrabbandati 180 milioni di litri di alcolici, con una truffa da oltre 80 milioni di euro. Ben venti persone ai domiciliari o sottoposti ad obbligo di firma, con 60 persone denunciate. Un sequestro anche nella Marca

La conferenza stampa che si è svolta a Udine

Gli alcolici venivano esportati, solo sulla carta, nel Regno Unito, utilizzando falsi documenti, oppure esportati da un imprenditore, comunitario, però inconsapevole (una sorta di prestanome) verso paesi extra-Ue come Russia, Macedonia ed Emirati Arabi Uniti o infine virtualmente (solo sulla carta a livello contabile) venivano riempiti depositi compiacenti di un volume inverosimile di bevande alcoliche. Una colossale truffa sulle accise, una frode di almeno 80 milioni di euro, quella scoperta in anni di indagini dalla Guardia di Finanza di Udine che ha eseguito 20 misure cautelari, con obbligo di dimora e ai domiciliari, nelle province di Lecce (quattro salentini finiti ai domiciliari), Caserta, Salerno, Campobasso, Milano, Brescia, Catania, Torino, Treviso. Sono ben 60 le persone denunciate.

Ad essere sgominata una ramificata associazione a delinquere, attiva, da anni, in Europa, nel traffico di vodka, whiskey ed altre bevande alcoliche in evasione delle corrispondenti accise. Grazie al coordinamento di Eurojust, i due vertici del gruppo, un 63enne inglese e un brindisino di 46 anni residente Oltremanica, destinatari di mandato di Arresto Europeo, sono attualmente ricercati nel Regno Unito, dalle Fiamme Gialle e dai Funzionari dell'HM Revenue and Customs, la Dogana britannica. La frode, che ha visto il coinvolgimento di imprenditori in 17 Paesi europei, ammonta ad 80 milioni di euro. In Italia sono sette i "depositi" scoperti mentre ben 18 delle 20 misure cautelari sono residenti nel nostro Paese.

Il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo: «Abbiamo fatto un favore a Ue e Uk, chissà se in tempi di Brexit sarà possibile. E' una delle più grandi operazioni internazionali della procura di Udine».

Il colonnello Sergio Schena, della Guardia di Finanza di Udine: «Si abusa di agevolazioni per i paesi Ue, sono meccanismi studiati per favorire il mercato interno che fanno in modo che il pagamento venga rinviato all’infinito, così non lo paga nessuno. Quello degli alcolici è un settore economico molto rilevante in Europa, in particolare in alcuni paesi. La Guardia di Finanza di Udine se ne occupa perché questi meccanismi sottraggono risorse alla Ue ed è competente perché l’asse a delinquere opera in modo liquido, non ha una vera base. Tutto nacque da un primo sequestro, tre anni fa (in provincia di Udine) nemmeno di alcolici, ma di gasolio. Lo stesso meccanismo viene utilizzato infatti per i pallet o le sigarette».

«L'indagine nasce da costola di un'indagine riguardante il contrabbando di gasolio in cui era rimasto coinvolto un imprenditore catanese -ha riferito il colonnello Davide Cardia, della Guardia di Finanza di Udine- Finché i beni non vanno al venditore finale sono in sospensione d’imposta, mediante un documento elettronico monitorabile in tutta Europa. Partendo dall’imprenditore in provincia di Udine si è risaliti a tutta la filiera. Poi è seguito un sequestro, nel dicembre 2017, al porto di Genova del carico privo del documento, un carico diretto verso la Ue. Anche la Francia è un grosso terminale: mediante il porto di Calais, i superalcolici venivano fatti passare come succhi di frutta, quindi senza nessuna accisa». Il cerchio delle indagini si è chiuso grazie ad un decisivo sequestro avvenuto in provincia di Treviso pochi mesi fa.

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