Urla e minacce al gestore del locale, tre profughi devastano un bar a Possagno

Paolo Arnesan, gestore del bar Ico a Possagno ha vissuto una domenica movimentata dopo essere stato minacciato da tre richiedenti asilo che hanno causato gravi danni al suo locale

POSSAGNO Pomeriggio movimentato al bar Icò di via Molinetto a Possagno dove un gruppo di tre cittadini stranieri, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, è andato in escandescenze e ha iniziato a minacciare con alcuni cocci di bottiglia il gestore e gli avventori del locale.

Il titolare Paolo Arnesan ha cercato di mantenere la calma e ha chiesto ai tre avventori di uscire subito dal locale. Ne è nato un acceso diverbio, in cui gli stranieri hanno minacciato di tagliare la gola al proprietario. Visibilmente alterati, i tre sono usciti dal bar ma, invece di andarsene, hanno iniziato a danneggiare l'esterno dell'edificio e a tirare sassi contro le macchine che stavano transitando lungo via Molinetto. Provvidenziale l'intervento delle forze dell'ordine che hanno bloccato e fermato i facinorosi. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita. 

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di roberto
    roberto

    mah, spero tanto di no, ma credo sia solo l'inizio di una destabilizzazione dovuta all'invasione di orde di delinquenti oltre di tanta brava gente!

  • Avatar anonimo di ANTONIO
    ANTONIO

    Per carità, non facciamo come a Treviso, dove viene accusato il Sindaco che non cura la sicurezza. Come in questo caso che colpa ne ha il Sindaco di Possagno? Questi stranieri hanno creato disturbo alla quiete pubblica con atti vandalici? Il gioco è presto e fatto: si indagano, si mettono sotto processo, si condannano, gli si fa un foglio di via che ritornino al loro paese di origine pena l'ergastolo se mettono piede di nuovo in Italia. In questo modo si dimostra che il nostro paese è ospitale per i poveri, gli onesti, di qualsiasi nazionalità; gli altri che vogliono delinquere verrano incarcerati e rispediti al loro paese con biglietto di andata senza ritorno. Questa è la democrazia.

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