Collettivo Ztl, la polizia caccia 4 attivisti da Treviso per tre anni

Quattro giovani appartenenti al collettivo si sono visti notificare un provvedimento da parte della questura, che vieta loro di entrare nel territorio per i prossimi tre anni

Duro provvedimento per 4 giovani appartenenti al collettivo Ztl Wake Up di Treviso, che si sono visti notificare un foglio  da parte della Questura, che vieta loro di entrare nel territorio comunale per tre anni.

La misura sarebbe stata motivata dalla partecipazione alle occupazioni ed alle manifestazioni che da tempo il collettivo ZTL sta portando avanti “per denunciare la situazione di abbandono culturale e sociale della città”, scrivono i capigruppo.

Sono proprio gli attivisti a diffondere la notizia del provvedimento nei confronti dei 4 giovani: “Con il suo intervento Ztl ha contribuito a mettere al centro della discussione cittadina e della recente campagna elettorale temi importanti come il riutilizzo degli spazi, la cultura, la socialità e i beni comuni, portando riflessioni e proposte su un’idea di città diversa da quella che la lega ha prodotto con i suoi vent’anni di amministrazione”.

E continuano: “La risposta a tutto questo è stata il foglio di via: impedire a 4 ragazzi del collettivo di poter mettere piede nella città che stanno cercando di cambiare, impedire loro di vedere amici e affetti che in quella città vivono e lavorano, relegandoli ad un confino che ha un sapore di ventennio, quando i “sovversivi” venivano confinati in altre città.”

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Il collettivo Ztl fa sapere che non si fermerà e continuerà a lottare senza arrendersi: “Chiediamo che questi provvedimenti, frutto di un’idea distorta di democrazia che la Lega ha prodotto nei suoi anni di gestione della città, vengano immediatamente revocati e il diritto di “movimento” venga ripristinato”.

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