Figlio morto vegliato dalla madre: il decesso tra settembre e gennaio

L'autopsia sul cadavere del disabile 50enne non è riuscita a stabilire le cause della morte a causa delle pessime condizioni dei resti. La sua fine resta dunque un mistero

L'autopsia non ha fatto chiarezza sulla morte del 50enne

Per ora resta avvolto nel mistero il decesso di V.C., il 50enne i cui resti in avanzatissimo stato di decomposizione sono stati ritrovati lo scorso 20 maggio all'interno dell'appartamento di un palazzina di via Castellana dove l'uomo, che era affetto da una grave disabilità causata da un problema insorto al momento del parto, viveva con la madre 72enne. L'autopsia non è infatti riuscite a stabilire le cause della morte proprio per effetto delle pessime condizioni dei resti su cui è stato effettuato il post mortem. L'uomo sarebbe comunque deceduto tra settembre e gennaio e la madre, che ha nascosto a tutti la verità, lo avrebbe vegliato quindi per cinque, forse addirittura sette mesi, lasciando il corpo disteso sul letto della camera del 50enne.

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La macabra scoperta è avvenuta dopo che dalla casa sono cominciati a fuoriuscire gli odori della decomposizione e della sporcizia in cui l'anziana si era ridotta a vivere. Il sostituto procuratore Davide Romanelli, il magistrato che sta coordinando le indagini, ha aperto un fascicolo per atti relativi e dovrebbe far svolgere nei prossimi giorni un accertamento medico per stabilire le condizioni psichiatriche della 72enne, che ha tenuta celata la morte del 50enne anche alla sorella. La donna vive a Milano con il marito e da un anno non faceva visita alla madre a Treviso.

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