Maltempo, volo Cagliari-Venezia costretto ad atterrare a Treviso

Domenica sera i passeggeri hanno atteso a lungo sulla pista del "Canova" prima di poter ripartire: una parte sono scesi presso lo scalo trevigiano. Tensione a bordo, il racconto di una nostra lettrice

TREVISO Il maltempo che domenica ha colpito il Veneto ha avuto conseguenze anche sul traffico aereo. Un volo della compagnia Volotea, partito alle 19.25 da Cagliari alla volta di Venezia, è stato costretto ad atterrare, a causa delle pessime condizioni metereologiche, al "Canova" di Treviso. Solo nella tarda serata di domenica i passeggeri sono giunti al "Marco Polo" sempre a bordo dello stesso aeromobile. Una parte dei passeggeri a bordo hanno richiesto e ottenuto di poter scendere dal velivolo al "Canova" di Treviso. L'aereo ha sostato presso la pista dell'aeroporto trevigiano per circa un'ora. Non sono mancati momenti di tensione a bordo dell'aereo. A descriverci quanto accaduto è stata una nostra lettrice.

"Il volo doveva partire alle 19.05 ma poi in effetti siamo decollati alle 19.25 -racconta Emanuela Leschio- dovevamo arrivare a Venezia. Il volo è andato tutto bene ma quando siamo arrivati su Venezia, sotto di noi c'era la tempesta: si vedeva chiaramente sarebbe stato atterraggio difficile e il comandante ha detto che avrebbe aspettato 5 minuti perchè le condizioni non permettevano l'atterraggio. Quando ha visto che non si poteva atterrare ha detto al microfono, in inglese, che potevamo atterrare a Treviso o a Verona, poi ha informato che ci saremo spostati proprio verso Treviso.

Quando ci siamo diretti li e abbiamo intravisto lo scorcio della città è stata una liberazione per me e gli altri viaggiatori: l'aereo è sceso di quota e poi è risalito. Poi è sceso più deciso, velocissimo e ha ballato enormemente: quando abbiamo toccato terra abbiamo applaudito, per lui magari è normale, per noi è stato di fortuna. Ero felicissima, ho una gran paura di volare.

Sono poi passati diversi minuti e non aprivano i portelloni: nel frattempo ho acceso il cellulare avvertendo chi doveva venirmi a prendere a Venezia. Dopo 10 minuti lo stewart ha comunicato che stavamo solo facendo rifornimento per tornare a Venezia. Io di scatto mi sono alzata per protestare ma mi è stato risposto che non si poteva scendere perchè mancava l'assistenza e non c'era la scaletta. Un ragazzao, completamente nel panico, sudato, bianco in volto, ha protestato dicendo di sentirsi male. "Apri il portellone, sono terrorizzata": diceva. Alla fine lo ha aperto. Poi è arrivata un'altra ragazza che ha gridato: "Ci state sequestrando".

Lei e il pilota hanno litigato: la ragazza parlava in sardo, lui in inglese, non si capisce come si siano capiti. A lei è stato detto che "stava seminendo il panico". Gli altri membri dell'equipaggio sono stati molto carini. E' trascorsa un'ora e la situazione era sempre più tesa: l'equipaggio si è messo a parlare con le guardie aeroportuali stabilendo che chi voleva scendere a Treviso poteva farlo solo se aveva il bagaglio a mano e non nella stiva, lasciando la carta d'imbarco. Io mi sono incolonnata per scendere e finalmente, alle 23, sono potuta uscire dall'eroporto".

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