Rapina in una caffetteria, la polizia identifica i banditi: una coppia di fidanzati trevigiani

Colpo lo scorso 11 giugno a Canizzano. Minacciando una dipendente con un coltello si fecero consegnare 400 euro di fondocassa. Incastrati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza

TREVISO Lo scorso 11 giugno, alle 6.30 del mattino, due giovani, travisati con caschi integrali e armati con un martello rapinarono una caffetteria di strada Sant'Angelo, a Canizzano. La dipendente del bar, una 30enne, fu costretta a mettere in un sacchetto di carta e consegnare ai due banditi tutto il denaro che teneva come fondocassa, circa 400 euro. I malviventi, una volta usciti dal locale, gettarono il martello nel giardino della vicina scuola elementare "Don Bosco" e fuggirono in direzione di Quinto di Treviso, in sella ad uno scooter.

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A distanza di poche settimane e grazie all'analisi attenta delle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno immortalato i loro spostamenti, gli investigatori della squadra mobile di Treviso, coordinati dal dirigente Claudio di Paola, sono riusciti a dare un volto ai banditi. Si tratta di una coppia di fidanzati, entrambi trevigiani, lui 25enne, lei 20enne, che sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Treviso per rapina in concorso.

Durante il sopralluogo svolto sul posto dalla polizia venne rinvenuto il martello e fu sentita la vittima che raccontò nei dettagli l'episodio, fornendo indicazioni fondamentale per dare un volto ai responsabili del blitz. "Dammi i soldi che hai in cassa e mettili in un sacchetto di carta": disse il 25enne, minacciando di colpire la cameriera con il martello che teneva in mano. La fidanzata, sua complice, non proferì invece parola. I due, hanno ricostruito gli investigatori, vivevano da tempo ai margini a causa della loro dipendenza dall'eroina: prima di mettere a segno il colpo sembra abbiano addirittura dormito per qualche tempo su alcuni vagoni ferroviari.

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