Bracconieri scoperti dai carabinieri forestali: sette denunce

Sono stati liberati 275 esemplari di avifauna selvatica (patrimonio indisponibile dello Stato) di varie specie, mentre altri 156 uccelli protetti sono stati trovati morti

Un esemplare di tordo sassello

Centinaia di uccelli protetti sono stati liberati dai Carabinieri Forestali del Gruppo di Treviso al termine di un'inchiesta che ha portato alla denuncia di 7 persone per illecita detenzione e traffico di avifauna selvatica. In particolare, sono stati liberati 275 esemplari di avifauna selvatica (patrimonio indisponibile dello Stato) di varie specie, mentre altri 156 uccelli protetti sono stati trovati morti. Sequestrate svariate reti da uccellagione, gabbie e `trasportini´ dove venivano tenuti i volatili.

Prime d'essere rimessi nel loro habitat naturale, evento seguito da alcune classi di una scuola elementare di Fregona, gli uccelli sono stati sottoposti alle cure dei veterinari del Centro di Recupero della Fauna selvatica della Provincia di Treviso. L'indagine ha avuto epicentro nella Marca trevigiana con due indagati, e si è poi estesa a Lombardia, Emilia Romagna (provincia di Modena), Toscana, Puglia, Trentino, Campania (interessata principalmente la provincia di Napoli). Le specie rinvenute sono le più svariate: allodole, tordi sassello, tordi Bottacci, merli, cesene, ciuffolotti, fringuelli, crocieri , tortore orientali dal collare, specie particolarmente protette anche dalla Convenzione di Berna. Oltre a questi, anche molti esemplari provenienti da paesi stranieri.

Il mercato illegale di avifauna, rileva la Forestale, assicura ai trafficanti ingenti guadagni, sconosciuti al fisco. Un esemplare maschio di «Tordo sassello», ad esempio, sul mercato illegale può essere pagato dagli 80 ai 120 euro; la cifra aumenta notevolmente nel caso in cui l'esemplare dovesse rivelare doti canore elevate, fino a raggiungere cifre di qualche migliaia di euro. A gestire questa attività illecita - sottolinea la Forestale - sono soggetti senza scrupoli che si avvantaggiano proprio della sottovalutazione e sminuimento del fenomeno.

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