Decreto Salvini: il profugo-pusher della caserma "Serena" sarà espulso

Il governatore Luca Zaia: «Tocchiamo con mano i primi effetti della legalità affermata dal decreto Salvini». Ora il 21enne nigeriano si trova nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Brindisi

Per effetto del decreto Salvini uno spacciatore nigeriano 21enne, richiedente asilo, è stato portato nel Cpr di Brindisi e verrà espulso. E' quanto rendono noto fonti del Viminale. Il giovane è stato sorpreso in flagranza di reato dalla polizia locale di Treviso il 2 novembre. Finisce ai domiciliari nella ex caserma Serena di Dosson di Casier, struttura di accoglienza in cui è ospitato: nel suo alloggio vengono trovati altri 240 grammi di marijuana. Per effetto del decreto Salvini, il suo caso è finito subito sul tavolo della Commissione territoriale. Risultato: respinta la domanda di protezione internazionale. Espulsione. Nel frattempo era montata la polemica perché il 21enne (incensurato) era stato condannato a due anni di reclusione, ma il giudice aveva ordinato la restituzione di denaro, telefonino e carta prepagata. Una scelta che aveva amareggiato soprattutto le forze dell'Ordine. «Siamo passati dalle parole ai fatti»: esulta il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

«Il caso del richiedente asilo-spacciatore dell’ex caserma Serena -commenta in una nota il sindaco di Treviso, Mario Conte- rientrerà fra le primissime applicazioni del decreto Salvini. Il 21enne nigeriano - che nel suo alloggio del centro di accoglienza deteneva centinaia di dosi di sostanza stupefacente, soldi, lista clienti e carta prepagata, salvo poi essere graziato da una condanna a due anni per spaccio con i benefici di legge e pure la restituzione delle somme sequestrate - si è visto respingere la richiesta di protezione internazionale ed ora si trova nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Brindisi per l’espulsione. C’è grande soddisfazione, perché l’impegno degli agenti della Polizia Locale di Treviso, fra indagini, appostamenti e controlli non è stato vanificato dall’impunità. Finalmente, grazie al decreto Salvini, che esprime il rigore e la concretezza del nostro Ministro dell’Interno, chi delinque finisce in un Cpr e poi viene rispedito a casa, come è giusto che sia. Inoltre, ci tengo a sottolineare come il lavoro a stretto contatto con la Prefettura, l’efficienza delle nostre Forze dell’Ordine e l’aumento dei controlli in città stia dando grandissimi risultati in termini di sicurezza e lotta al degrado».

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