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«Mio figlio non è un mostro». parla il padre di Christian Barzan

Lo ha fatto per la prima volta nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso lo studio dell'avvocato Fabio Crea, che è il difensore del figlio

 

«Ora che si sono chiuse le indagini la volontà della famiglia è quella di parlare pubblicamente per tutelare Christian, che è stato sbattuto sulle pagine dei giornali come se fosse un mostro». Claudio Barzan, padre del ragazzo che la Procura di Treviso, in relazione ai tragici fatti del 7 giugno scorso, ha indagato con l'accusa di omicidio volontario, duplice tentato omicidio, violenza sessuale e stalking, ha deciso di raccontare la "verità" della famiglia. «Per dire -spiega l'uomo- che noi crediamo fermamente all'innocenza di Chistian, lo facciamo dalla notte dell'incidente in cui ha perso la vita Giuseppina Lo Brutto». Lo ha fatto oggi pomeriggio, lunedì, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso lo studio dell'avvocato Fabio Crea, che è il difensore di Christian.

Quella sera, secondo il sostituto procuratore Daniela Brunetti, il 23enne dopo aver violentato la ex fidanzata Giorgia Biglieri avrebbe lanciato la sua Alfa Mito contro la vettura guidata da Giuseppina Lo Brutto, 62enne ex dipendente della provincia che stava tornando da una cena con amici insieme al marito Flavio Cagnato, rimasto gravemente ferito nello schianto. Una manovra, quella di Barzan, che sarebbe stata compiuta consapevolmente nell'intento di uccidere sé stesso e anche la ragazza. «Abbiamo deciso di aspettare a parlare -spiega il papà di Christian- per non alterare e urtare la sensibilità di tutte le persone coinvolte in questa storia a cominciare dalla famiglia della donna che è morta nell'incidente». Claudio Barzan fatica a ripercorrere i momenti in cui ha appreso di quello che era successo e quando parla di Giuseppina Lo Brutto si commuove. «Mia moglie -dice tra le lacrime- piange ogni giorno per la Lo Brutto. Abbiamo cercato di metterci in contatto con la sua famiglia senza però riuscirsi. Chiristian, una volta tornato dall'ospedale, ha scritto una lettera al marito a cui però non c'è stata ancora risposta».

«Christian è innocente -incalza Claudio Barzan- ne abbiamo la certezza. E' nostro figlio, lo abbiamo cresciuto noi. E questa nostra certezza crea ancora più dolore nel vederlo descrivere come un criminale. Sentiamo il bisogno di proteggerci, soprattutto di proteggere nostra figlia che è la sorella (minorenne) e tutelare l'immagine della famiglia che è legata anche alle mie attività economiche». Claudio Barzan racconta il figlio come "uno studente modello, un ragazzo maturo che a 19 anni e tre mesi era probabilmente il più giovane agente immobiliare in Italia" ma soprattutto un ragazzo che durante la grave malattia del nonno paterno, scomparso qualche giorno prima i tragici fatti di Povegliano, aveva accudito l'anziano "con amore e grande generosità". «Christian -dice il padre- è arrabbiato, non sa spiegarsi perchè Giorgia Biglieri lo abbia accusato di quelle cose tremende. Tra due c'era una relazione che durava da quando erano molto giovani e che però da gennaio del 2019 si era andata affievolendo per non dire che era proprio finita. Giorgia non frequentava casa nostra, io di quel rapporto sapevo molto poco».

Claudio Barzan non si nasconde una certa delusione per le conclusioni a cui è arrivata la Procura. «C'è una perizia -sottolinea- che dice che la sbandata dell'auto è stata probabilmente una distrazione come ha anche raccontato Christian. E poi ci sono tante incongruenze nel racconto della ragazza». Incongruenze che emergerebbero dall'esame del contenuto dei telefoni dei due giovani chiesto dal difensore di Chiristian, così come dalla circostanza secondo cui nei giorni precedenti alla tragedia Christian e Giorgia avrebbero avuto rapporti sessuali consenzienti. «La stessa ricostruzione del presunto stupro - spiega l'avvocato Fabio Crea - ha molti punti oscuri, a partire dal fatto che, come ha confermato la stessa Biglieri al magistrato, durante quel rapporto la ragazza ha ricevuto una telefonata dalla madre a cui però non ha detto nulla di quello che le stava succedendo». Nel frattempo Christian Barzan, sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione, a nove mesi dall'incidente fatica a camminare malgrado sia stato sottoposto ad un secondo intervento chirurgico per ricomporre la frattura al femore sinistro subito in seguito al frontale con la macchina di Giuseppina Lo Brutto. «Passa le sue giornate -dice il papà- facendo riabilitazione, studiando, trascorrendo del tempo con gli amici. E' un ragazzo forte, lo so che può superare questo momento tremendo della sua vita».

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