Cocaina dalla Spagna alla Marca, "grossisti" arrestati dai carabinieri

Operazione dei militari della sezione operativa dell'Arma di Treviso in un appartamento di via Sordello da Goito, nei pressi dell'ippodromo. Sequestrati quattro etti di polvere bianca che avrebbe fatto guadagnare 200mila euro a tre cittadini dominicani, tra cui una donna

La conferenza stampa presso il comando provinciale dell'Arma, al centro il maggiore Mazzanti

Quattro etti di cocaina purissima, avvolta nel cellophan e occultata in un vano nascosto di una scarpiera: se messa sul mercato la droga, ovviamente tagliata con altre sostanze, avrebbe fruttato una somma di oltre 200mila euro ai "grossisti". Questo quanto hanno scovato i carabinieri della sezione operativa dei carabinieri di Treviso, coordinati dal Maggiore Stefano Mazzanti (intervista qui sotto), all'interno di un appartamento di via Sordello da Goito, a pochi passi dall'ippodromo trevigiano. Ad essere arrestati tre cittadini dominicani, senza precedenti penali alle spalle, dei veri e propri insospettabili che sono recentemente finiti nel mirino degli investigatori.

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In cella una 36enne, Y.C., proprietaria dell'appartamento, casalinga, il compagno C.A., 34 anni, residente a Ravenna, e un loro connazionale, anche lui operaio, di 54 anni, V.D.U. (con domicilio in Spagna). I due uomini si trovano rinchiusi nel carcere di Santa Bona. L'indagine dell'Arma parte proprio da un viaggio in aereo, sospetto, del 34enne e del 54enne dalla Spagna a Treviso in cui sarebbe avvenuto il trasporto (con modalità ancora ignote, non da escludere l'uso di ovuli ingeriti prima di partire) della sostanza da smerciare poi in tutta la provincia di Treviso. La donna si trova invece agli arresti domiciliari. La perquisizione, avvenuta con l'ausilio dell'unità cinofila della polizia locale di Treviso, è scattata venerdì. Per i tre caraibici l'arresto è stato ovviamente inevitabile.

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