Spaccio di cocaina ed eroina, condannata 37enne padovana

A vendere le dosi, secondo le indagini della squadra mobile, erano la donna e il compagno, un cittadino tunisino che nel frattempo si è dileguato, probabilmente fuggito nel suo paese

Due anni e otto mesi di reclusione, in continuazione con una precedente condanna inflittale dal Tribunale di Padova risalente al 2015. Questo l'esito del processo in abbreviato a carico di D.E., una padovana di 37 anni finita alla sbarra con l'accusa di spaccio di droga. La donna era stata arrestata a Treviso nel gennaio del 2017 al termine di una lunga indagine svolta dal sostituto procuratore Gabriella Cama, che aveva svelato un vasto traffico di cocaina e eroina. A vendere la droga erano la 37enne e il compagno, un cittadino tunisino che nel frattempo si è dileguato, probabilmente fuggito nel suo paese. Dopo un periodo di intercettazioni telefoniche e pedinamenti D.E. e il tunisino erano stati fermati dalla squadra mobile trevigiana che nel corso della perquisizione all'interno della macchina della donna, aveva ritrovato 20 dosi di droga, 12 di cocaina e otto di eroina. Ed erano scattate le manette.

Lei, che era anche una tossicodipendente, ha sempre sminuito il ruolo del compagno tunisino. Ma dalle intercettazioni telefoniche e l'analisi dei tabulati degli sms che i due si scambiavano sarebbe emerso che era l'uomo la mente del traffico. Una situazione che è stata riconosciuta dal gup Piera De Stefani al momento di pronunciare la sentenza, in cui si alleggeriscono le responsabilità della 37enne nel traffico. Malgrado questa seconda condanna cancelli la sospensione della pena precedente (1 anno e otto mesi) D.E. non finirà dietro le sbarre. Al momento sta compiendo un percorso di disintossicazione, circostanza che le permetterà di chiedere e ottenere una misura alternativa al carcere.

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