Accuse all'ospedale Ca' Foncello su Facebook, ora rischia una querela

Post ritenuto diffamatorio dal dirigente dell'Ulss9, Francesco Benazzi. Sergio Furlan aveva raccontato di non poter avere acqua dagli infermieri per un paziente che stava assistendo

TREVISO Mai negata l’acqua ai pazienti negli ospedali dell’Azienda Ulss 9, se non quando è imposto da motivi clinici. Secca smentita e presa di posizione dell’Azienda Ulss 9 su quanto dichiara il sig. Sergio Furlan con un post su facebook del giorno 29 settembre 2016 alle ore 18.43. A fronte della diffusione di un simile messaggio il Direttore generale Francesco Benazzi ha annunciato di voler tutelare l’immagine dell’Azienda e del suo personale in tutte le sedi più idonee.

Sergio Furlan, infatti, riferisce nel suo post che alla richiesta per avere una bottiglia d’acqua - che avrebbe fatto a un’infermiera per un paziente amico ricoverato all’Ospedale di Treviso - avrebbe ricevuto la seguente risposta: “Diamo l’acqua solo al mattino ed alla sera” e sarebbe stato invitato a rifornirsi presso il distributore. Il signor sig. Furlan non cita il nominativo dell’amico. Dalle circostanze che riferisce, è possibile si tratti del paziente ricoverato sabato sera 24 settembre, a seguito di incidente motociclistico a Conegliano, ricoverato in Neurochirurgia, che alla data del post era già stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico ed era in attesa di un secondo intervento, in corso oggi.

Dalle immediate verifiche interne su quanto è stato scritto, nessuno del personale sanitario ha ricordo di un simile episodio che, in ogni caso, non trova fondamento perché l’acqua su richiesta, fatte salve indicazioni cliniche contrarie, è sempre garantita ai pazienti. Così come avviene da sempre in tutta l’Azienda. Appena le condizioni postoperatorie lo consentiranno, il Direttore generale intende incontrare il paziente per sapere com’è stato trattato. Risulta, quindi, impossibile quanto affermato dal Furlan, se non considerandolo il frutto di un fraintendimento conseguente alla richiesta (fatta a operatori che comunque non è stato possibile identificare) fatta senza precisare che si trattasse di una richiesta per un ricoverato.

“E’ assurdo e profondamente offensivo questo post – incalza il Direttore generale Benazzi – è talmente assurdo che lede la nostra immagine, la dignità e l’operato dei nostri operatori. L’acqua è sempre garantita ma non solo. In questi giorni, nello stesso reparto, il personale ha fatto una colletta per assicurare a un paziente un presidio sanitario per il quale non aveva soldi per comprarlo. Potrebbe trattarsi anche dello stesso paziente, per quanto ne sappiamo. E’ questo secondo Furlan sarebbe l’ambiente dove si lesina su mezzo litro d’acqua? Abbiamo comunque aperto una verifica per capire se si poteva trattare di un malinteso ma non ci risulta niente. A questo punto ho il dovere di tutelare il lavoro che ogni giorno viene svolto nelle nostre strutture e intendo andare avanti. Una simile diffamazione non è ammissibile”.

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