Smartphone alla guida, scatta il giro di vite della polizia locale

Gli agenti effettueranno specifici controlli con auto civetta che pattuglieranno le principali arterie della città

La polizia locale di Treviso dichiara guerra all'uso dello smartphone alla guida

Veicoli che sbandano spesso a sinistra, frenate improvvise o, ancora peggio, tamponamenti ed incidenti stradali: sono le conseguenze della guida con il cellulare che distoglie lo sguardo dei conducenti dalla strada per rispondere a messaggi o leggere mail. Per contrastare questo dilagante fenomeno ci saranno specifici controlli da parte della Polizia Locale con servizi svolti non solo con le auto d'istituto, perfettamente riconoscibili, ma anche con auto "civili". La guida distratta o con andamento indeciso è la seconda causa degli incidenti stradali in Italia visto che i dati del 2018 parlano di 24.200 incidenti pari al 14,6% delle cause dei sinistri.

L’obiettivo della Polizia Locale resta comunque quello di prevenire i comportamenti pericolosi e la richiesta di controlli proviene dagli stessi utenti che rimangono coinvolti in incidenti per distrazioni causate da altri. Lo stesso legislatore sta aumentando le multe: proprio ieri la Commissione trasporti della Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge che inasprisce le sanzioni prevedendo la sospensione della patente, la decurtazione di 10 punti e multa fino a 2.588 euro.

«A volte capita che gli utenti, neppure di fronte ad un veicolo istituzionale delle forze di polizia stacchino il cellulare dall'orecchio durante la guida -evidenzia il comandante della Polizia Locale Andrea Gallo- Questo perché vi è l'abitudine di telefonare sempre e comunque ma la concentrazione alla guida è ridotta ai minimi termini con rischi enormi soprattutto per gli utenti deboli della strada come pedoni e ciclisti che spesso non vengono attenzionati». Il Comando, in giorni e orari diversi, farà circolare degli agenti con auto civili e nel caso in cui i conducenti saranno intenti ad usare il cellulare procederà con l'immediata contestazione. Attualmente il codice prevede la sanzione di 165 euro, la decurtazione di 5 punti ma in caso di recidiva nei due anni successivi è prevista anche la sospensione della patente fino da 1 a  3 mesi. «Il nostro obbiettivo -conclude Gallo- resta sempre la prevenzione, per questo stiamo annunciando questi particolari servizi specifici. Nessuno, se rispetta le regole, può aver alcun timore dei controlli: la sicurezza stradale si costruisce non con le sanzioni ma con la diligenza degli utenti della strada».

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