Auto incendiate, il piromane aveva un complice: il suo insegnante

Le indagini della squadra mobile di Treviso sui roghi della scorsa estate hanno portato all'arresto di un 23enne palermitano, Luca Odierna Continuo, dipendente di un istituto del centro di Treviso. A luglio era finito in cella Daniele Martorana, 23 anni

Una delle auto distrutte dalle fiamme innescate da Luca Odierna Contino

E' accusato di aver partecipato all'incendio di una dozzina di auto, date alle fiamme dal maggio al luglio dello scorso anno, nella prima periferia di Treviso (in particolare in via Cacciatori del Sile, in vicolo Fratelli Bandiera e in Pinelli). Il 19 luglio dello scorso anno gli investigatori della squadra mobile della Questura di Treviso avevano arrestato il "piromane", Daniele Martorana, 22 anni e residente in zona. Era ben chiaro che il giovane non potesse aver agito da solo e infatti le indagini della squadra mobile hanno portato in questa direzione. Nelle scorse ore, a conclusione di una lunga indagine, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari il principale complice e vero e proprio punto di riferimento di Martorana. Parliamo di Luca Odierna Continuo, insegnante di grafica 23enne, dipendente di un istituto privato del centro di Treviso (qui dava ripetizioni a studenti che dovevano recuperare anni scolastici) e originario di Palermo. A firmare il provvedimento è stato il gip del tribunale di Treviso, Zulian, su richiesta del pm Gabriella Andreatta. Il giovane è accusato di una lunga serie di incendi dolosi in concorso con Daniele Martorana, attualmente affidato ad una comunità di recupero nel piacentino; l'unico blitz solitario avvenne lo scorso anno a Silea con il rogo di una Bmw.

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La tecnica era sempre la stessa: sistemavano della carta igienica sulle ruote anteriori e posteriori e poi la incendiavano utilizzando dell'alcool etilico o una bomboletta spray di deodorante. Tra il giovanissimo insegnante e Martorana esisteva un rapporto di grandissima complicità: spesso si inviavano le foto o i video delle proprie malefatte, scambiandosi frasi a dir poco sconcertanti. Perchè "sfogarsi" incendiando auto? A volta per mania di persecuzione (lamentando che questo o quel residente ce l'avesse con loro), talvolta per dare sfogo alle loro frustrazioni. Intervista del capo della squadra mobile di Treviso, Claudio Di Paola.

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