L'ultimo blitz del piromane prima dell'arresto: "Si sentiva invincibile"

La lunga indagine della squadra mobile di Treviso che ha portato ad arrestare un 23enne che vive nella zona di via Pinelli: il giovane, a cui potrebbero essere attribuiti almeno 15 roghi, bloccato mentre osservava le fiamme

TREVISO Almeno una quindicina di auto date alle fiamme, dallo scorso mese di marzo alla scorsa notte quando l'ultimo incendio appiccato gli è costato le manette ed il carcere. Una lunga catena di roghi, con bersaglio i proprietari di mezzi che avevano la sventura di posteggiare lungo via Pinelli, vicolo Fratelli Bandiera e via Cacciatori a Treviso, a pochi passi da dove viveva, con i genitori, ma anche a Fiera o Lanzago di Silea. La squadra mobile della Questura di Treviso, cordinata dal dirigente Claudio Di Paola, aveva già raccolto abbastanza elementi per arrivare ad identificare il "piromane" che in questi giorni stava colpendo sempre più frequentemente nel quartiere in cui viveva. Nella notte i poliziotti, appostati, sono riusciti a cogliere sul fatto l'autore dei roghi, un ragazzo di appena 23 anni, senza nessun precedente penale ma con una spiccata passione per il fuoco. Il giovane si trova rinchiuso in carcere a Santa Bona per danneggiamento.

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Erano da poco trascorse le 4 del mattino quando, nel piazzale di un condominio al civico 51 di via Pinelli, il malvivente ha incendiato, con carta igienica, un accendino e uno spray altamente infiammabile (solitamente utilizzato per pulire le scarpe), gli pneumatici anteriori di una Peugeot 308 e un Nissan Qashquai. A tradire il piromane è stata la sua sicurezza: era talmente sicuro di non essere acciuffato che dopo una prima fuga dal cortile del palazzo aveva deciso di fare dietrofront per guardare i frutti del suo operato. "Era affascinato dal fuoco, lo faceva sentire forte": sostengono gli investigatori. Quando i poliziotti lo hanno arrestato il 23enne è rimasto in silenzio; alcuni nel quartiere sapevano che era lui l'incendiario mentre i suoi genitori, travolti da questa vicenda, sono distrutti dal dolore.

Secondo gli investigatori il giovane si sarebbe reso protagonista in passato di altri incendi, provocati con le stesse modalità: vi sono casi, presi in esame, che risalgono addirittura al 2013. Perquisendo l'abitazione in cui il 23enne vive è stato trovato e sequestrato materiale infiammabile usato per altri incendi simili. Nel corso dell'inchiesta (guidata dal pubblico ministero Andreatta) è emersa anche la scaltrezza del "piromane" che nel corso dei suoi blitz era sempre riuscito ad evitare le telecamere di videosorveglianza posizionate da alcuni dei residenti, tutti terrorizzati di trovare il proprio veicolo, l'indomani, distrutto. Ora l'incubo però appare finalmente al capolinea.

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