Annullato il sequestro di elemosine: il decreto Salvini non era in vigore

Un cittadino romeno di 19 anni era fermato lo scorso 29 novembre dalla polizia locale. La Procura di Treviso non convalida il provvedimento degli agenti perchè non era avvenuta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Nelle intenzioni della Polizia Locale di Treviso avrebbe dovuto probabilmente essere il primo "intervento" a livello nazionale messo in atto sulla base del nuovo articolo del codice penale, il 669 bis introdotto dal "decreto sicurezza" fortemente voluto dal ministro dell'interno Matteo Salvini e che persegue il reato di "accattonaggio molesto" punendo con l'arresto da 3 a 6 mesi e l'ammenda da 3.000 a 6.000 euro "chiunque esercita l'accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l'altrui pietà", con conseguente sequestro dei proventi e delle cose servite o destinate a commettere l'illecito". Peccato che quando scatta l'operazione anti-accattone il 669 bis non fosse ancora entrato in vigore.

A finire nella rete dei vigili del capoluogo un cittadino romeno di 19 anni, di fatto senza fissa dimora,  fermato e perquisito lo scorso 29 novembre mentre faceva l'elemosina in un parcheggio del centro storico, svolgendo una sorta di ruolo da "parcheggiatore abusivo". Al giovane vengono anche sequestrati circa 370 euro, che la Polizia Locale ritiene il frutto dell'accattonaggio. E così viene inviata la comunicazione alla Procura della Repubblica per la convalida sia della perquisizione che del sequestro. Tutto bene, anzi no, per nulla. Perché in Procura non ci mettono molto a verificare che in realtà l'articolo 669 bis non è ancora entrato in vigore. La legge è stata approvata sì (il giorno prima) ma non è stata ancora effettuata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. E la norma è in vigore solo da ieri. Morale: i vigili urbani di Treviso hanno agito sulla base di un articolo del codice penale che non era in vigore al momento dei fatti. Come se non esistesse.

Il romeno da quel giorno si è reso irreperibile. Il suo avvocato d'ufficio (Letizia Parpinel) ha ricevuto nei giorni scorsi il documento con cui veniva respinta la richiesta di convalida perché l'ipotesi di reato non era ancora presente nel nostro ordinamento al momento della perquisizione e del sequestro. Che risultano quindi essere stati illegittimi. Sulla carta potrebbe essere il legale del romeno a denunciare gli agenti della Locale protagonisti della vicenda. Così come non è escluso che la la Procura decida di procedere d'ufficio.

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