Accusato di picchiare gli alunni: «Non ho fatto nulla di male, non sono un insegnante violento»

La difesa di Ferdinando Cadicamo, 59enne maestro elementare calabrese che nel 2013 aveva perso il posto di insegnante per le violenze ai danni di bambini delle scuole Primo Maggio e Carducci di Treviso

Ferdinando Cadicamo in uno dei video della polizia

«Non ho fatto nulla di male, non sono un insegnante violento». Si è difeso così Ferdinando Cadicamo, il 59enne maestro elementare calabrese che nel 2013, a neppure un mese dal suo primo incarico di ruolo dopo una carriera da precario, aveva perso il posto di insegnante per le violenze ai danni di bambini delle scuole Primo Maggio e Carducci di Treviso. L'uomo ha deposto stamattina, lunedì 28 ottobre, nel corso del processo in cui deve rispondere di maltrattamenti, durante l'udienza che avrebbe dovuto essere quella conclusiva ma dopo la sua testimonianza il giudice ha deciso un rinvio al 3 febbraio.

A incastrare Cadicamo, dopo le segnalazioni delle famiglie dei bambini, erano stati i filmati delle telecamere piazzate in classe dagli uomini della squadra mobile di Treviso. Nelle immagini calci e schiaffi agli alunni, alcuni trascinati fuori dall'aula per un orecchio, mentre ad altri torceva le braccia e i polsi. «Non è vero -ha detto Cadicamo- che io abbia sbattuto un ragazzino contro un termosifone, né che abbia preso per i capelli una delle mie alunne».

Quando gli è stato chiesto del calcione che avrebbe rifilato ad un bambino il 59enne ha risposto che «non era una punizione, era un calcetto a mo' di scherzo, un modo leggero di riprenderlo». Dai frame riprese dalle telecamere della Squadra Mobile in cui si vedono bambini in classe proteggersi il viso e rannicchiarsi al suo passaggio tra i banchi Cadicamo si è difeso sostenendo che «i bambini non avevano paura, semmai erano  spaesati. I primi giorni di scuola sono sempre complicati per gli alunni della prima elementare, un po' come quando si inizia l'università dopo le superiori, è un modo tutto diverso». Ma tra le immagini dei video delle intercettazioni ambientali si vede anche distintamente un bambino di sei anni che viene preso a sberle e strattonato per un braccio. «Voi non sapete che cosa faceva questo bambino»: ha risposto quasi seccato Cadicamo, che per tutta la sua deposizione ha sostenuto la propria buona fede e la giustezza dei suoi metodi educativi. Le vittime del maestro sono 19 e si sono costituite parte civile (con i genitori) con gli avvocati Stefano Pietrobon e Sara Cittolin. Le famiglie hanno chiesto quasi mezzo milione di euro in risarcimenti.

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