Finti incidenti per truffare l'assicurazione, quattro condannati

La tecnica utilizzata: a bordo di tre distinte macchine la comitiva di truffatori si metteva in strada facendo in modo, durante il tragitto, che l'ultima vettura della fila venisse tamponata da qualcuno

Un tagliando assicuratore, quando ancora era obbligatorio esibirlo

Più di quattro anni di carcere. Queste le condanne emesse questa mattina dal giudice Christian Vettoruzzo nei confronti di 4 delle 5 persone finite a processo a Treviso per una tentata truffa ai danni delle assicurazioni che si sarebbe materializzata in denunce di sinistro legate a finti incidenti a catena avvenuti a Treviso nell'inverno del 2012. Un anno e 6 mesi di reclusione per il montebellunese 43enne William Frasson, un anno per la 58enne Marilena Dametto di Altivole e l'albanese 45enne Vital Meco, 8 mesi per Gino Dalla Rosa, 66enne di Fanzolo. Questa la sentenza pronunciata dal giudice, che ha invece assolto con la formula dubitativa Gaetano Santoro, un 53enne genovese residente a Castelfranco.

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Secondo le indagini la tecnica utilizzata dai quattro era relativamente semplice: a bordo di tre distinte macchine la comitiva di truffatori si metteva in strada facendo in modo, durante il tragitto, che l'ultima vettura della fila venisse tamponata da qualcuno, ignaro delle trame. Poi un colpo di acceleratore simulava l'inizio della carambola che finiva per coinvolgere anche i due mezzi che precedevano. Un tamponamento a catena insomma, con tanto di lesioni fisiche oltre che di danni alla carrozzeria nei confronti dei conducenti e delle persone che trasportavano dentro alle auto usate per la messa in scena. Ma l'incidente del 10 febbraio del 2012 venne investigato con attenzione dalla Polizia Locale, che alla fine delle indagini riuscì a scoprire il trucchetto. Si stima che il danno causato alle due compagnie assicurative chiamate in causa per il pagamento dei danni sia stato di circa 30 mila euro.

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