Affitta il pianterreno a tre massaggiatrici, condannato 50enne trevigiano

Durante la perquisizione dei locali sequestrato anche computer del trevigiano nel cui hard disk vennero trovati foto e video con scene di sesso esplicito con le ragazze protagoniste

Un massaggio che potrebbe diventare "lomantico"

Un anno e sei mesi di reclusione. Questa la condanna emessa oggi dal Tribunale di Treviso in composizione collegiale nei confronti di M.Z., 50enne di Treviso, finito a processo per i reati di favoreggiamento e induzione della prostituzione. Secondo l'accusa il 50enne avrebbe messo a disposizione il pianterreno della sua casa a tre "massaggiatrici", una italiana, una romena e una nigeriana), tutte 30enni al tempo dei fatti, che in realtà in quei locali avrebbero esercitato come prostitute. L'uomo, difeso dall'avvocato Alessandro Canal, ha sempre respinto tutte le accuse, scegliendo la via  del dibattimento proprio per  cercare di dimostrare la propria innocenza.

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Le indagini, avviate nel 2013, erano partite dal racconto di una delle tre professioniste del sesso. Gli inquirenti avevano quindi appurato che le prestazioni venivano pubblicizzate in internet: digitando "massaggi Treviso" sui motori di ricerca, i servizi offerti nell'abitazione concessa alle tre ragazze erano uno dei primi risultati. Sotto sequestro durante la perquisizione dei locali, avvenuta dopo che a parlare erano stati anche due dei numerosi clienti del bordello instile "familiare" era finito computer del 50enne nel cui hard disk vennero trovati  foto e video con scene di sesso esplicito con le tre massaggiatrici protagoniste. Il 50enne avrebbe incassato una sorta di affitto e, stando al racconto delle tre donne, anche una sorta di rimborso spese per il vitto. Il pubblico ministero De Bortoli aveva chiesto una condanna a due anni 5 mesi. Il difensore del 50enne ha preannunciato ricorso in appello.

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