Rapine violente con maschere, banda smantellata: altri due in carcere

Sarebbero responsabili di diversi episodi, l'ultimo accertato era stato messo a segno a San Stino nel febbraio del 2017. In cella anche un 24enne di Altivole, Michel Innocenti

La rapina al Dipiù di Marghera, febbraio 2017

L'operazione era stata denominata "arancia meccanica", in riferimento alla violenza impiegata nel corso delle rapine. La banda ne avrebbe messe a segno almeno 7, tutte ai danni di esercizi commerciali della provincia di Venezia. In alcune occasioni con il volto mascherato. L'ultimo capitolo dell'indagine è stato portato a termine ieri con la cattura di Angelo Abbatascianni, 30enne di Spinea, e Michel Innocenti, 24enne di Caselle di Altivole, due banditi appartenenti al gruppo e ritenuti responsabili (assieme ad altri due, già in carcere) di una rapina in tabaccheria avvenuta a San Stino il 6 febbraio 2017. Sono stati raggiunti da misure di custodia cautelare in carcere eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo di Venezia e della compagnia di Portogruaro, emesse dal gip del tribunale di Pordenone in accoglimento della richiesta della procura locale. Gli altri due - sempre italiani, uno di Marghera e l'altro del Rodigino - erano stati assicurati alla giustizia nei mesi scorsi, a febbraio 2018. Della banda fa parte anche un minorenne romeno.

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L'ultimo episodio accertato, il 6 febbraio 2017 a La Salute di Livenza, frazione di San Stino: i quattro maggiorenni (il minore è già in carcere) si muovono a bordo di una Fiat Idea rubata poco prima a Torre di Mosto. Hanno il volto travisato con maschere di Anonymous. Uno resta in auto, gli altri tre entrano nella tabaccheria di via Silvio Pellico. Puntano un'arma contro il titolare e si fanno consegnare i soldi. «Ci hanno spinti nel magazzino con il corpo a terra e la pistola puntata addosso», racconterà il titolare. In seguito all'episodio i carabinieri si mettono sulle tracce dei banditi. Ci sono le registrazioni delle telecamere. Gli investigatori scoprono che le maschere sono state acquistate a Torre di Mosto poco prima, riescono a ottenere la descrizione dei giovani ascoltando la testimonianza della negoziante che gliele ha vendute. E poi c'è una delle maschere, che è stata abbandonata nell'auto e che viene analizzata dagli specialisti del Ris di Parma: il dna rilevato corrisponde a quello di uno dei quattro sospetti.Alle indagini contribuiscono le intercettazioni telefoniche. I due ragazzi avrebbero i progetti di fare le cose più in grande: «Rischiamo tanto per pochi euro, dobbiamo fare i bancomat», dicono durante una conversazione.

Nella scorribanda messa a segno a San Stino hanno accumulato circa 5mila euro di refurtiva, tra contanti e merce. In tutto sono 7 le rapine accertate tra tabaccherie, supermercati, negozi. Messe a segno tra fine 2016 l'intero 2017. In due di queste i criminali hanno provocato gravi lesioni ai tabaccai, in un'occasione hanno rotto i denti alla vittima con il calcio della pistola.

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