Traffico illecito di rifiuti: cava sequestrata a Cison, due arresti

Operazione dei carabinieri del nucleo tutela ambientale su indagine della Direzione Distrettuale Antimafia. Sequestrati beni per 300mila euro, dieci denunciati e quattro interdetti dal settore della gestione dei rifiuti e dei trasporti

CISON DI VALMARINO Due imprenditori arrestati e ora ai domiciliari, dieci autisti denunciate, quattro persone interdette dal settore della gestione dei rifiuti e dei trasporti, nove automezzi e una cava sequestrata a Cison di Valmarino (un'area di 25mila metri quadrati) per un totale di beni che ammontano ad un valore di circa 300mila euro. Questo il bilancio di una maxi operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia  e portata avanti dai carabinieri del Noe di Treviso.

All'alba di oggi, mercoledì, i militari hanno eseguito le ordinanze del gip del tribunale di Venezia. I reati contestati sono traffico illecito di rifiuti, falsita di registri e notificazioni, realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata, abuso edilizio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale. L'indagine, avviata nel gennaio 2017, è avvenuta utilizzando pedinamenti, intercettazioni e passando al setaccio il Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti.

Gli investigatori partirono seguendo la bonifica di un'ex fonderia, la "Montini" di Paese, da parte di un'impresa con sede legale a Pordenone e sede operativa a Gorgo al Monticano. Secondo quanto accertato dai carabinieri del Noe i rifiuti (terre e rocce di scavo oltre a scorie della fonderia) provenienti da Paese finivano presso una cava in località Formesin a Cison di Valmarino dove poteva però essere smaltito solo materiale inderte.

In realtà, almeno sulla carta, i rifiuti provenienti da Paese dovevano essere conferiti in località Forcal, a Vittorio Veneto, presso una discarica autorizzata gestita da una ditta di Conegliano. Secondo quanto accertato dai carabinieri del Noe il traffico illecito vide la complicità di due aziende trasportatrici (una con sede a Quinto e una nel veneziano) che avrebbero redatto false annotazioni sui registri di carico e scarico dei rifiuti, fornendo inoltre gli autisti. Fondamentale, emerge dall'indagine, l'apporto fornito all'organizzazione del gestore della discarica di Vittorio Veneto che ha attestato conferimenti di rifiuti che non erano in realtà mai avvenuto. In ben 41 viaggi sono state ben 1640 le tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente a Cison con un guadagno per i coinvolti di circa 240mila euro.

A finire agli arresti domiciliari un 47enne di Ponte di Piave, amministratore delegato dell'azienda che ha gestito la bonifica dell'ex fonderia di Paese, e un 41enne di Folline, responsabile della ex cava di Cison di Valmarino. Interdetti all'esercizio d'impresa (da 6 mesi ad un anno) i legali rappresentanti delle due ditte di trasporto coinvolte, il gestore della discarica di Forcal, un 59enne di Torre di Mosto e di un 45enne di Gorgo al Monticano (socio dell'imprenditore 47enne di Ponte di Piave). Dieci gli indagati, tutti autisti che si sono accupati del trasporto dei rifiuti. Una decina in tutto anche le perquisizioni eseguite dai militari: acquisita un'ampia documentazione cartanea e digitale. Nel corso delle indagini del Noe un appuntato dell'Arma è stato interdetto dall'esercizio dei pubblici uffici per quattro mesi: il militare è accusato di rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale per aver svelato ad uno degli imprenditori arrestati che il numero di targa notato nel corso di un servizio di osservazione e controllo nei pressi della cava apparteneva ad un veicolo dei carabinieri del Noe.

IL PLAUSO DELLA REGIONE AL NOE “Congratulazioni ai Carabinieri per i risultati dell’attività di controllo del territorio sul fronte ambientale. La collaborazione con noi è già stretta e continueremo a rafforzarla per andare a colpire ovunque ci siano segnali di reato o presenza di criminalità organizzata”. E’ l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin a complimentarsi per l’odierna operazione dei Carabinieri a carico di appartenenti ad una banda responsabile di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti in Veneto. “La Regione – ricorda l’assessore - ha rinnovato un Protocollo d'Intesa con i Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, inerente l'attività di vigilanza e controllo sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti, in raccordo con la nostra ARPAV. Analoga forma di collaborazione è attiva con i Carabinieri Forestali. In questi anni si sono registrati indubbi esiti positivi conseguiti grazie alla sinergica attività di vigilanza e controllo messa organicamente in atto e con il nuovo protocollo abbiamo perfezionato ulteriormente la collaborazione già rodata nel tempo con l’obiettivo di combattere ogni tipo di illecito nella gestione dei rifiuti”. “Sono oltre un migliaio le aziende che nel Veneto si occupano della gestione dei rifiuti – conclude Bottacin - e il Veneto è la prima Regione ad attuare un programma di prevenzione concreta dei rischi, come quelli che possono derivare dagli incendi, dando vita ad un Gruppo di lavoro interistituzionale sulle emergenze ambientali che comprende il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il Comando Interregionale dei Vigili del Fuoco, ARPAV, l’Università di Padova e Anci Veneto. Oltre all’individuazione delle cause e delle responsabilità, è infatti fondamentale il coordinamento, garantendo così interventi più efficaci e tempestivi”.

IL COMMENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE ZANONI “Il Veneto è ancora al centro di uno scandalo sul traffico illecito di rifiuti, l’unico a non accorgersi della gravità della situazione è il presidente Zaia, troppo distratto dal Prosecco e dai Giochi a Cortina”. Così Andrea Zanoni commenta l’operazione dei carabinieri del Noe,in corso da questa mattina, nelle province di Treviso, Padova e Venezia che ha portato al sequestro di una cava a Cison Valmarino e di altri beni. 17 le persone indagate, due quelle arrestate: amministratori e responsabili di impianti e società del ciclo dei rifiuti e di quello dei trasporti. “Mi complimento con carabinieri e magistratura per questa ennesima scoperta. Il traffico dei rifiuti rappresenta una vera e propria piaga per la nostra regione: il dossier Ecomafia di Legambiente ha ribadito come sia il settore ‘di punta’ per quanto riguarda i reati ambientali, rappresentando ormai un quarto del totale. E in Veneto sono sempre più frequenti gli incendi nei centri di gestione e trattamento, troppo spesso dolosi, un fenomeno che appare strettamente collegato. Sodalizi criminali che agiscono indisturbati nella terra del Prosecco, nell’imbarazzante silenzio da parte della Regione e del governatore Zaia, solitamente pronto a intervenire e commentare qualsiasi cosa. Ma, più delle parole, servirebbero azioni concrete. Tuttavia anche il recente caso GenX che coinvolge la Miteni di Trissino, dimostra come la questione ambientale non sia al centro dei pensieri della Giunta: la comunicazione ad Arpav per i controlli è tre mesi dopo la segnalazione inviata dal Governo olandese a Palazzo Balbi. Zaia - chiude Zanoni - non vede, o non vuol vedere, il marcio che c’è in Veneto, marcio che ha però conseguenze sulla salute dei suoi cittadini”.

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