Truffa e riciclaggio, ennesima condanna per il "re delle truffe"

Ivan Baricevic, 35 anni, è finito a processo insieme ad altre 4 persone per due truffe nella vendita di autoveicoli e il tentativo di immatricolare un terzo mezzo con documentazione contraffatta e targa risultata falsa

Quattro anni e cinque mesi di reclusione per truffa e riciclaggio. E' la condanna fioccata su Ivan Baricevic, giostraio 35enne soprannominato "il re delle truffe", finito a processo insieme ad altre 4 persone per due truffe nella vendita di autoveicoli e il tentativo di immatricolare un terzo mezzo con documentazione contraffatta e targa risultata falsa. L'uomo è stato invece assolto per il reato di cessione di stupefacente e violazione della misura cautelare di obbligo di dimora. Condannato per truffa a 8 mesi anche uno dei coimputati, il 36enne trevigiano Marco Lombardi, mentre sono stati assolti il 59enne Alessandro Mazzonetto, il 32enne Devid Vavassori e il 74enne Giuseppe Caldato.

I fatti sono relativi al 2015. E' la denuncia di un inserzionista della piattaforma internet per il compra/vendo tra privati Subito.it a far partire le indagini condotte dalla Procura di Treviso. Nella querela l'uomo, residente a Como, raccontava di aver messo in vendita la propria Mercedes Slk usata al prezzo di 5.600 euro e di aver concordato la cessione del mezzo con una persona che si era identificata con il nome di Marco Lombardi. In realtà si trattava di Ivan Baricevic, che aveva agito con il nome del conoscente e complice. Dimostratosi interessato all'affare Baricevic  il 23 settembre ha quindi incontrato il venditore a Treviso, concordando una caparra di 950 euro e il saldo del prezzo da effettuare attraverso bonifico. Soldi che però non sono mai arrivati sul conto corrente del comasco, che il giorno successivo si è presentato a casa di Baricevic a Treviso per farsi ridare l'auto, che aveva individuato perché dotata del sistema satellitare.

Nel corso delle attività di indagine gli inquirenti hanno anche scoperto scoprivano che poco più di un mese sempre prima Baricevic aveva presentato agli uffici della Motorizzazione civile la pratica di immatricolazione per una Bmw X5 con carta di circolazione contraffatta e a cui era stata apposta una targa italiana già radiata perché corrispondente ad un mezzo esportato dalla Slovenia. «L'ho comperata lì -si era difeso il 31enne- da un commerciante di automobili del posto». Un venditore di cui però Ivan Baricevic non ha mai saputo fornire le generalità. Più raffinata, se possibile, la terza truffa, consumata ai danni di una donna vicentina che aveva messo in vendita il proprio camper, a cui Baricevic, presentandosi ancora sotto falso nome, avrebbe fatto firmare il passaggio di proprietà senza versare nulla per l'acquisto dicendo alla sua vittima  che si trattava delle carte per l'esenzione del bollo. Dopo essersi accorta del raggiro la donna aveva sporto denuncia.

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