Prometteva auto di grossa cilindrata a prezzi stracciati: decine di automobilisti truffati

Tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, decine di persone provenienti da tutta Italia sarebbero finite nella rete di un sedicente venditore d'auto, sparito con un ricco bottino

Foto tratta da Google Immagini

CASTELLO DI GODEGO Ammonterebbe a quasi trecentomila euro la somma di denaro con cui un sedicente venditore d'auto avrebbe truffato decine di automobilisti provenienti da ogni parte d'Italia grazie a un inganno studiato in ogni minimo dettaglio.

Come riportato da "Il Gazzettino di Treviso" il truffatore (di probabili origini veneziane) nelle scorse settimane avrebbe iniziato a pubblicare su internet alcuni annunci in cui dichiarava di voler vendere a prezzi stracciati, nella sua concessionaria a Castello di Godego, una serie di splendide auto di grossa cilindrata come Ferrari, Audi e Mercedes. Agli interessati veniva chiesto il versamento di un primo anticipo per riservare l'auto. A distanza di una settimana poi, il finto titolare chiedeva agli ignari automobilisti un secondo versamento e infine una terza e ultima somma per il saldo prima della consegna. Diverse persone sono arrivate a versare al sedicente venditore d'auto oltre trentamila euro. A inizio ottobre però è arrivata l'amara sorpresa. A tutti coloro che avevano versato un anticipo per acquistare le automobili, era stato dato appuntamento per il giorno 11 ottobre davanti a una concessionaria di via Chioggia, affittata dal truffatore per alcune settimane in modo da non destare sospetti, salvo poi smantellarla poco prima della data stabilita per l'incontro. Gli automobilisti, all'oscuro di tutto, si sono trovati così davanti a un negozio vuoto e soprattutto con il portafoglio decisamente alleggerito nella speranza di poter ritirare una fiammante fuoriserie. Immediata la denuncia ai carabinieri di Castelfranco Veneto che si sono messi subito sulle tracce del truffatore datosi alla macchia già diversi giorni fa. L'indagine al momento è ancora in corso. Si pensa che la rete di persone rimaste coinvolte nella truffa possa essere molto più ampia di quanto scoperto finora dagli uomini delle forze dell'ordine. 

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