Dipendente infedele alla Ulss 9, non è colpa di Sigma Informatica

Secondo la perizia disposta dal tribunale di Treviso, Sigma Informatica, l'azienda che fornì il software alla Ulss 9, non è responsabile del danno causato dalla dipendente che sottrasse all'Ulss 4milioni di euro

Nuovo capitolo della vicenda del maxi furto da 4 milioni di euro all'Ulss 9 da parte di una dipendente, risalente al 2009, in seguito al quale l'azienda sanitaria trevigiana ha intentato una causa milionaria contro Sigma Informatica Spa, la ditta che le fornì il software di gestione aziendale.

La perizia disposta dal tribunale di Treviso ha ribadito l'estraneità di Sigma alla vicenda. Secondo il giudice Elena Fazzini, il software fornito alla Ulss 9, infatti, è “in linea con le regole dell’arte” e i furti della dipendente dell'azienda sanitari sono stati resi possibili “soltanto dal metodo di lavoro all’interno dell’Ufficio convenzioni medici SAI, alla sua organizzazione e dalla mancanza dei necessari controlli compensativi”.

La responsabilità, dunque, sarebbe dell'Ulss 9, alla quale il tribunale non ha risparmiato una sonora "ramanzina" per le centinaia di migliaia di euro pubblici sprecati dall'azienda "per affidare a ditte esterne ricostruzioni di comodo della vicenda", come si legge nella nota diffusa da Sigma.

Sul caso è intervenuto anche l'onorevole Andrea Zanoni, europarlamentare dell'Italia dei Valori: “Mi auguro che la magistratura accerti tutte le responsabilità dell'allora gestione Dario e che la Corte dei Conti intervenga a far si che non siano i cittadini a pagare le conseguenze del mega furto da 4 milioni di euro avvenuto nel 2009”, ha dichiarato.

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“Adesso che la Ulss 9 non può più scaricare su terzi le proprie colpe, è arrivato il momento di indirizzare le indagini nella giusta direzione –ha  attaccato Zanoni – Ricordo che l'allora direttore generale era Claudio Dario, adesso passato a dirigere l'Azienda Ospedaliera di Padova. Mi auguro che Magistratura e Corte dei Conti facciano il possibile per accertare le responsabilità della sua gestione affinché un simile scandalo non capiti mai più”.

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