Vazzola, spariti dai conti dell'azienda 5 milioni: tre condannati

Sentenza di primo grado per i familiari di Gabriella Brugnera, la 55enne accusata di aver derubato la "Art Serf", l'azienda di cui era la responsabile dell'amministrazione

Il tribunale di Treviso

Due assoluzioni e tre condanne. Si è concluso così ieri, giovedì, a Treviso il processo di primo grado ai familiari di Gabriella Brugnera, la 55enne accusata di aver sottratto quasi 5 milioni di euro dai conti della Art Serf di Vazzola, l'azienda di cui era la responsabile dell'amministrazione e che per quei fatti aveva patteggiato davanti al gup di Venezia una pena di due anni di reclusione. Condannati  a vario titolo per truffa e concorso in truffa i figli e il fratello, Federico e Andre De Carlo e Quirino Brugnera, assolti però dalle accuse di accesso abusivo a sistemi informatici e falso e "graziati" per i fatti antecedenti al 2011, finiti tutti in prescrizione. Per loro, rispettivamente, 2 anni di reclusione e 600 euro di multa. 1 anno e sei mesi e 400 euro di multa.

Non colpevoli invece il compagno e l'anziana sorella della 53enne, Andrea Raccanelli e Pierina Bugnera. Le gigantesche sottrazioni  erano state  stato scoperte casualmente nel corso di una verifica alla contabilità della Art Serf in cui erano emersi pagamenti fatti ad una società, la "Immobiliare s.rl." riconducibile alla Brugnera, ai figli e al fratello, che non aveva rapporti commerciali con l'azienda di proprietà dell' Remo Perin, di cui la Brugnera era stata il braccio destro. Un fiume di denaro che il "clan" familiare ha poi investito in operazioni immobiliari e mobiliari.

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