Perseguita l'ex moglie per sei anni, 64enne a processo

Secondo la ricostruzione della Procura l'uomo se n'era andato di casa nel 2010 su pressioni di una delle figlie che aveva soccorso la madre dopo un'aggressione. Dopo una separazione legale le liti erano però continuate

Un altro caso di stalking finisce in tribunale

Agguati, insulti, minacce e botte. E' l'ennesima storia di persecuzione ai danni di una donna da parte dell'ex marito quella che è andata in scena stamattina in Tribunale a Treviso. Una vicenda drammatica che ha come protagonista in negativo un 64enne di Vazzola, finito alla sbarra con l'accusa di stalking e lesioni nei confronti della ex moglie. Una persecuzione che sarebbe durata addirittura sei anni, dal 2012 al 2018, innescata dallo scontro fra i due causato dal fatto che l'uomo ad un certo punto avrebbe smesso di pagare il mantenimento alle due figlie (al tempo dei fatti minorenni). Due le denunce sporte dalla donna: la prima nel 2012, la seconda nel 2018 dopo che, nel giugno di quell'anno, il 64enne avrebbe aggredito la ex colpendola con pugno al volto.

Sullo sfondo la storia di un matrimonio finito sotto le macerie di una amore crollato a colpi di litigi e incomprensioni. "Era un violento" accusa la presunta vittima. «Me ne sono andato per mettere fine a quel clima insopportabile»: replica lui. Un menage familiare insostenibile, come confermato anche dalle deposizioni delle due figlie. Secondo la ricostruzione della Procura il 64enne se ne sarebbe andato di casa nel 2010 su pressioni proprio di una delle figlie. «Vai via»: gli avrebbe detto la ragazza dopo aver trovato la madre a terra in casa, semi svenuta dopo una violenta colluttazione con l'allora marito. Ne segue una separazione legale che fissa l'ammontare del mantenimento dovuto dall'uomo alle due figlie, che però l'imputato ad un certo punto avrebbe smesso di versare. E qui nascono altri litigi con la ex, che sfociano nelle minacce, anche di morte, rivolte alla donna dal 64enne.

Lui stamattina ha deposto in aula, nega tutto. In particolare l'aggressione a colpi di pugni, che sarebbe avvenuto il 26 giugno del 2016. "Ero con una amica" si è difeso. Amica che, anche lei sentita oggi dal giudice, ha confermato di aver trascorso il pomeriggio incriminato con l'uomo. Si torna in aula per sentire altri testi il prossimo 20 maggio. Non è escluso che vengano riascoltate  le ragazze a cui il padre, dopo la denuncia della madre e le loro prime testimonianze, avrebbe inviato un sms sconvolgente: «Per me siete morte».

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