Crack Sira, Carmen Favaro patteggia due anni e 4 mesi

Oltre al profondo rosso dei conti, che aveva lasciato insoddisfatti molti dei creditori, l'imprenditrice era anche accusata di una maxi evasione fiscale di circa 3 milioni di euro

La sede dismessa di Sira a Fossalunga

Ha patteggiato una condanna a due anni e 4 mesi di reclusione Carmen Favaro, la ex proprietario dei Grandi Magazzini Sira di Vedelago, finita a processo con l'accusa di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale in relazione al fallimento dell'ex colosso della vendita di abbigliamento avvenuto nel 2017. La Favaro, che per la Procura avrebbe sottratto alla Sira beni e liquidità causando un buco da 12 milioni di euro, era stata arrestata nel marzo dello scorso ed è rimasta in custodia cautelare agli arresti domiciliari fino a giugno.

«Quella del patteggiamento - ha spiegato il difensore, l'avvocato Massimo Ravagnan di Venezia - non è stata una scelta che presume l'ammissione di colpa ma che ha avuto come obiettivo far finire l'incubo giudiziario seguito alla fine dell'attività imprenditoriale». Oltre al profondo rosso dei conti, che aveva lasciato insoddisfatti molti dei creditori, la Favaro era anche accusata di una maxi evasione fiscale di circa 3 milioni di euro. «Colpa della crisi» si è sempre difesa la donna, che per tenere a galla la Sira mentre i fatturati colavano a picco avrebbe smesso di pagare tasse e mutui. Arrivando anche ad accumulare un arretrato milionario con gli stipendi dei 35 dipendenti.

Per coprire gli ammanchi secondo l'accusa Carmen Favaro avrebbe danneggiato il server della rete informatica in cui venivano conservati i dati della contabilità aziendale. «Ma il trucco della cancellazione dei file in cui veniva tenuta la contabilità - ha spiegato l'avvocato Ravagnan - non è mai avvenuto. Le perizie hanno dimostrato che la rete informatica della Sira fu in effetti esposta ad un virus che ha infettato gli archivi del server che faceva da banca dati». La sede di Vedelago, un capannone del valore di oltre 10 milioni di euro, è ora all'asta per poco più di tre milioni. Nel frattempo Carmen Favaro, dopo la fine della custodia cautelare ai domiciliari all'inizio della scorsa estate, vive del lavoro che è riuscita a trovare in autunno dopo essere stata , assunta da una cooperativa di servizi.

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