Banche venete: "Senza leale collaborazione istituzionale il fallimento è certo"

La parlamentare Simonetta Rubinato commenta così l’intervista rilasciata oggi dal segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi nella quale sostiene che “qualsiasi forma di eventuale risoluzione di queste banche andrà respinta con tutte le forze”

TREVISO “Parole di responsabilità quelle che Renzi ha detto oggi sulla vicenda delle banche popolari venete. Esse confermano la volontà di scongiurare il bail-in già dichiarata nei giorni scorsi dal governo Gentiloni attraverso il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Parole a cui devono seguire ora atti concreti e in tempi rapidi visto che siamo già in zona Cesarini. Il fallimento è ancora dietro l’angolo, e questo, come confermato anche dalla commissione d'indagine regionale, significherebbe una 'catastrofe finanziaria per il territorio', paragonabile ai costi economici dei terremoti più gravi”. La parlamentare Simonetta Rubinato commenta così l’intervista rilasciata oggi dal segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi nella quale sostiene che “qualsiasi forma di eventuale risoluzione di queste banche andrà respinta con tutte le forze”.

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“Per questo – chiede la deputata del Pd - serve una strategia chiara con l'Europa e la leale collaborazione tra Istituzioni. La Regione collabori con il Governo a sostegno delle imprese del territorio esposte verso le banche, evitando la svendita di Npl a 'fondi avvoltoio'. Lo avevo suggerito già un anno fa con un mio ordine del giorno al Governo e lo avevano suggerito alla Regione gli stessi tecnici che hanno supportato l'indagine regionale sulla crisi delle due popolari: per salvaguardare la continuità del sistema produttivo veneto Regione e Governo possono intervenire attraverso meccanismi di garanzia e co-garanzia a supporto di quelle imprese del territorio finanziate dai due istituti che, in difficoltà per la richiesta di rientro del credito venute meno le garanzie, meritano una seconda chance. Se così si fosse fatto ancor un anno fa oggi si sarebbe già ridotto proprio il quantitativo di Npl, la cui svalutazione oggi costituisce per le norme europee il principale ostacolo alla ricapitalizzazione precauzionale con fondi pubblici”.

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