«Chiedo scusa, sono dispiaciuto per quello che ho fatto, eravamo ubriachi»

Ha risposto alle domande del giudci 19enne residente a Treviso che questa mattina, venerdì, ha sostenuto l'udienza di convalida (per rogatoria da Venezia) del suo arresto avvenuto mercoledì

La conferenza stampa di qualche giorno fa

Ha deciso di rispondere alla domande del giudice Marian Laurent Tanase, il 19enne residente a Treviso che questa mattina, venerdì, ha sostenuto l'udienza di convalida (per rogatoria da Venezia) del suo arresto avvenuto mercoledì. Il ragazzo è infatti uno dei destinatari dei sette provvedimenti restrittivi che hanno raggiunto altrettanti giovani, tra cui quattro minorenni, accusati di essere i capi di tre baby gang veneziane protagoniste nell'ultimo anno di raid e rapine nel centro storico lagunare e in terraferma. 

Il 19enne ha però ammesso la propria responsabilità solo per uno dei tre episodi che gli vengono contestati: si tratta dell'aggressione avvenuta il 13 gennaio in Campo San Polo a Venezia ai danni di tre ragazzi. «Chiedo scusa, sono dispiaciuto per quello che ho fatto, eravamo ubriachi»: ha detto il 19enne, che secondo gli investigatori sarebbe stato il leader del gruppo di violenti che ha pestato i tre ragazzi, colpiti anche con dei tirapugni. Poi si è chiamato fuori da ogni responsabilità in merito alle altre due azioni violente che gli vengono contestate dalla Procura di Venezia che ha condotto le indagini: quella del 16 gennaio quando lungo sestiere Dorsoduro a San Basilio lui e il gruppetto di cui era alla guida insieme ad un minorenne moldavo avrebbe preso di mira di mira e picchiato due studenti, di cui uno finisce in ospedale  con 30 giorni di prognosi. L'altra si riferisce al  23 marzo: teatro delle scena questa volta il Lido, dove la baby gang capeggiato da Tanase avrebbe rapinato un ragazzo di 20 euro dopo averlo gonfiato di botte.

«Il mio assistito -ha precisato al termine dell'udienza di convalida l'avvocato Bondi- ha spiegato le circostanze riguardante i due episodi rispetto ai quali non si sente responsabile dei fatti di cui viene accusato, dichiarandosi estraneo». Il difensore ha inoltre preannunciato che presenterà istanza al gip di Venezia per chiedere che il ragazzo esca di galera e venga messo agli arresti domiciliari.

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