Delitto Vaj, incidente probatorio per accertare la legittima difesa

Su richiesta degli avvocati che difendono le due donne accusate dell'omicidio, il gip Piera De Stefani ha proceduto ad affidare l'incarico al perito del Tribunale, il medico legale Paola Confortin

Paolo Vaj

Questa mattina, lunedì, il giudice delle indagini preliminari Piera De Stefani ha proceduto ad affidare l'incarico al perito del Tribunale, il medico legale Paola Confortin, per l'incidente probatorio chiesto dalla difesa di Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, le due donne attualmente recluse nel carcere femminile di Venezia e accusate dell'omicidio di Paolo Vaj. Il gip ha formulato un quesito preciso: verificare se i postumi di quella lite finita in tragedia e i lividi, ormai scomparsi ma di cui c'è una documentazione fotografica, sul corpo delle due indagate possano o meno confermare l'ipotesi secondo cui la Armellin e la Cormaci non hanno aggredito Paolo Vaj, l'uomo trovato morto la notte tra il 18 e il 19 luglio dell'abitazione di via Cal dei Romani a Vittorio Veneto, ma anzi siano state loro le vittime di una aggressione da parte del 57enne.

La tesi della difesa, affidata agli avvocati Marina Manfredi e Stefania Giribaldi, è che sarebbe stato Paolo Vaj a scagliarsi contro la compagna  Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, la 24enne di origine siciliana che da qualche mese si era trasferita nella casa in cui viveva la coppia. Sui tempi impiegati dal gip per rispondere all'istanza di incidente probatorio è nel frattempo scoppiata una aspra polemica. «Ci sono voluti due mesi per decidere - attacca Marina Mafredi, difensore di Patrizia Armellin - in queste condizioni sembra di avere a che fare con indagini condotte a senso unico. Fortunatamente al momento della convalida dell'arresto è stata fatta verbalizzare la presenza di varie ecchimosi, di cui una sul collo della mia assistita che appare essere un tentativo di strangolamento».

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