Dipendenti in nero, ristoratori stangati dalla Guardia di Finanza

Indagine della Tenenza di Vittorio Veneto nei confronti di una trattoria e di un ristorante pizzeria, il cui titolare non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi. I giovani cameriere: «Lavoriamo qui solo da ieri». Subito sbugiardati dalle loro pagine Facebook

I comandanti della Tenenza di Vittorio Veneto, Francesco Tripodi, e del Gruppo di Treviso, Andrea Leccese

Una trattoria che licenzia, da un anno all'altro, quattro dipendenti per "assumerne", si fa per dire, otto "in nero" che venivano pagati otto euro l'ora. C'era poi il ristorante-pizzeria che negli ultimi anni aveva fatto lavorare completamente "in nero" sette dipendenti e altri 46 irregolari, senza peraltro presentare mai la dichiarazione dei redditi e versale le relative tasse all'Erario. Entrambe queste attività del vittoriese sono finite sotto la lente d'ingradimento degli investigatori della Guardia di Finanza di Vittorio Veneto che hanno dunque scoperto, complessivamente, ben 15 lavoratori che lavoravano senza contratto, senza copertura assicurativa e previdenziale e con del denaro versato loro solo "fuori busta", stangando i ristoratori "furbetti".

Al datore di lavoro della trattoria, un uomo di circa 40 anni, è stata comminata la cosiddetta “maxi sanzione” per l’impiego di lavoratori in “nero” e gli è stato inoltre intimato di regolarizzare la posizione contributiva e previdenziale dei propri dipendenti, per i quali è scattato l’obbligo di assunzione per un periodo di almeno tre mesi. Secondo le previsioni di legge, è stata inoltre inviata un'apposita segnalazione agli enti previdenziali per l’avvio della procedura di sospensione dell’attività commerciale. In base a quanto accertato dalle fiamme gialle il ristoratore, a fine 2018, risultava avere quattro dipendenti a tempo determinato a cui non era stato più rinnovato il contratto. Al posto loro erano stati ingaggiati otto giovani, sei italiani e due thailandesi, che si turnavano per servire pasti (a menù fisso) nelle due sale, ciascuna da 30 mq circa, della trattoria.

I dipendenti ed il datore di lavoro, interrogati, hanno dichiarato che "lavoravano li da un giorno" o che "erano in prova" quando in realtà lavoravano li da mesi. Ad incastrarli sono state le loro pagine Facebook (sia quelle personali che quelle dell'azienda) in cui c'erano prove evidenti del contrario: molti i post o le foto in cui erano ritratti al lavoro. L'imprenditore, oltre a versare i contribuiti arretrati, è stato costretto a pagare una sanzione molto salata per poter riaprire i battenti e continuare l'attività. L'attività d'indagine delle fiamme gialle si è definitivamente conclusa a giugno.

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Nel corso di un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza e conclusa nel 2018 è stato inoltre scoperto un ristorante-pizzeria che ha impiegato, nell'arco di quattro anni (tra il 2014 ed il 2017), ben sette lavoratori “in nero” e quarantasei irregolari. Tutti venivano retribuiti “fuori busta” (150mila euro i pagamenti illegali, con tasse non versate per 34mila euro), dal ristoratore, un uomo di oltre 50 anni, che non aveva mai presentato le dichiarazioni annuali obbligatorie ai fini fiscali, nascondendo così ricavi per oltre due milioni di euro ed I.V.A. dovuta per più di 220 mila euro. L'imprenditore, denunciato alla Procura per omesse dichiarazioni, è stato costretto a spostare la propria attività in una sede più piccola. Ai clienti l'imprenditore consegnava un regolare scontrino fiscale e ricevute ma di fatto non erano mai state oggetto di dichiarazione al Fisco.

Nell'arco del 2018 sono stati ben 71 i datori di lavoro sanzionati dai finanzieri della Marca con ben 534 lavoratori in nero o irregolari "emersi".

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