Coronavirus, Zaia: «Cresce il numero dei ricoverati, Aprile lo passiamo in trincea»

Il Governatore: «Non si sa a chi toccherà il Covid-19, dobbiamo curare tutti. I più anziani hanno più diritto di noi di essere curati perché sono quelli che hanno fatto grande il Veneto»

Zaia in conferenza stampa

Anche questa domenica il governatore del Veneto Luca Zaia si è presentato in sala stampa della Protezione Civile di Mestre, per rendere conto della situazione in Regione rispetto all’emergenza Coronavirus: «In isolamento in questo momento 14mila 268 persone. Sono persone positive o persone contatti di positive, che sono in isolamento. I positivi in Veneto, quelli intercettati, ad oggi sono 5122». L'emergenza, ha spiegato Zaia, andrà avanti fino a maggio, giugno. Poi finalmente ne usciremo. «Ma bisogna continuare a seguire le indicazioni che vengono date. Credetemi, non mi diverto a firmare ordinanze restrittive». 

Vita e morte

«Cresce il numero dei ricoverati 1368. Questo da la dimensione di cosa significhi il Coronavirus. Questi sono pazienti che mai nella storia avremmo avuto. A questi si sommano i pazienti che comunque abbiamo. Di questi 255 sono in terapia intensiva. Sono intubati e respirano grazie a una macchina. E’ il lembo più estremo della filiera delle cure. Qui si gioca la partita tra la vita e la morte».

Dimessi

«I dimessi sono già 309, persone ritenute guarite. Questo numero aumenterà. La nota dolente sono i decessi, 169 persone che hanno perso la vita- cittadini e cittadine di tutte le età che non sarebbero morti se non avessero incontrato il Coronavirus. Un quadro che ci preoccupa e che impone di dire ai cittadini di portare pazienza rispetto alle misure restrittive che abbiamo adottato».

263 passi

«Duecento metri sono sono 263 passi. Capisco che è un sacrificio ma c’è comunque la possibilità di fare due passi attorno a casa. Sono sacrifici che chiediamo perché abbiamo visto che misure di contenimento del contagio, pagano sempre. Dico ai cittadini che è un sacrificio che facciamo oggi per poter vivere meglio domani. Se chiudessimo tutto come ho sempre sostenuto il virus non troverebbe più corpi dove poter abitare. Sembra lo abbia capito anche il governo».

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Navi

«Ho presentato ancora l’istanza delle navi. Non siamo noi che siamo egoisti, ma mi chiedo come sia possibile che c’è ancora qualcuno che fa partire navi da crociera in un mondo in totale emergenza. Un passeggero contagiato porta una nave così a diventare un lazzaretto. E poi chiedono di attraccare qui. Hanno giustamente bisogno di cure ma il nostro programma tiene se considerato per coloro che vivono qui e che devono essere curati bene».

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