Cala il sipario su Cocoradicchio: un'edizione da record

Monica Bortolini tira le somme di una trentunesima edizione ricca di soddisfazioni per gli organizzatori e i ristoratori trevigiani. Nel fine settimana gran finale al ristorante Da Gigetto

Con le due serate al Ristorante Da Gigetto di Miane si sono spenti i riflettori sulla trentunesima edizione di Cocoradicchio, il tour enogastronomico tra i più prestigiosi ristoranti della Marca (con un’incursione a Monaco di Baviera).

E la soddisfazione è stata tanta anche questa volta, per i sette ristoranti del Gruppo, che dal 24 gennaio al 2 marzo (12 in tutto, gli appuntamenti) hanno accolto migliaia di “palati esigenti” provenienti da numerose province venete e non solo. Richiamo oramai consolidato, per la manifestazione che ha iniziato a celebrare i Radicchi Rossi di Treviso nel 1998 (ben prima della fama internazionale legata all’essere stati i primi prodotti agricoli fregiati del marchio Igp, nel 1996) e che quest’anno ha spinto numerosi ristoranti a prevedere non una ma due serate dedicate a Cocoradicchio. Serate che, anzitutto, hanno sempre registrato il “tutto esaurito”, ma che hanno anche ricevuto un particolare plauso degli ospiti, così come spiega Monica Bortolini, presidente del Gruppo Cocofungo-Cocoradicchio: «È stata, per tutti noi, un’edizione intensa, non solo perché abbiamo voluto confrontarci con i “superfood”, ingredienti che solo in parte erano già utilizzati nelle nostre cucine, ma proprio perché la sua preparazione ha richiesto studio, prove, scambi d’informazioni tra i nostri chef, alimentando così la già consolidata coesione del Gruppo. E se il pubblico ha trovato anche divertente la nuova linea grafica con il fumetto del Radicchio-supereroe disegnato da Claudio Bandoli, a tavola ha potuto anche riscontrare che le cicorie rosse trevigiane sono davvero “super”, per la quantità e la qualità dei fantasiosi abbinamenti proposti dai nostri chef, cui sono stati tributati generosi applausi e vivi apprezzamenti anche nei giorni successivi agli appuntamenti». 

MONICA BORTOLINI E CLAUDIO DE STEFANI-2

Continua Bortolini, seconda generazione del glorioso ristorante Da Gigetto di Miane: «La radicata abitudine di partecipare quanto più possibile alle serate degli altri consociati fa sì, poi, che gli spunti e le soluzioni adottate da ciascuno siano sempre condivise nella pratica, oltre che nella teoria preparatoria, convinti come siamo che lo scambio d’idee e d’informazioni sia alla base del “crescere” di un gruppo formatosi nel 1976 con Cocofungo e che – nonostante i naturali avvicendamenti – continua a essere omogeneo perché attendo a onorare pochi ma imprescindibili principi. Che sono, in sintesi, parole chiave come territorio, qualità, tradizione, collaborazione e accoglienza». Ma se le serate sono già sempre affollate e decine i temi già trattati dalle due rassegne del gruppo, Cocofungo e Cocoradicchio, cosa potranno “inventarsi” ancora i ristoratori del Gruppo? «Questa è la domanda che ci poniamo ogni giorno – spiega Bortolini – perché ogni giorno acquisiamo conoscenze e spunti nuovi che mettiamo a frutto nelle rassegne: sappiamo che il nostro pubblico frequenta Cocofungo e Cocoradicchio “in cerca di novità” e noi siamo sempre pronti a fornirli, perché per noi non si tratta solo di cene, ma di tappe di una continua evoluzione che affrontiamo insieme, anche grazie alla preziosa collaborazione di tanti sostenitori e della regia organizzativa dell’agenzia Eventi di Conegliano. Quindi siamo già, inevitabilmente, concentrati sulle proposte di Cocofungo 2019, che si svolgerà come di consueto all’inizio dell’autunno». Ma, inutile dirlo, di anticipazioni non ne concede alcuna. Il Gruppo Cocofungo-Cocoradicchio è composto dai titolari dei ristoranti (in ordine alfabetico): Locanda Baggio di Asolo, Barbesin di Castelfranco, Calandrine di Cimadolmo, Castelbrando di Cison di Valmarino, Gigetto di Miane, Katzlmacher di Monaco di Baviera e Marcandole di Salgareda.

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