Ragazzi autistici a lezione di pasticceria per entrare nel mondo del lavoro

Il progetto "Addolciamo l'autismo" a Mogliano Veneto sta riscuotendo un ottimo successo aiutando ben sette ragazzi nell'inserimento lavorativo. I loro dolci sono un successo

“Addolciamo l’autismo” è un interessante progetto lavorativo rivolto a ragazze e ragazzi con autismo che, avendo completato il ciclo di studi, si trovano nella situazione di rischiare d'essere esclusi dal mondo del lavoro.

Si tratta di un laboratorio di pasticceria attualmente frequentato da sei ragazzi e una ragazza con autismo. Tutti di età compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno completato il ciclo di studi presso istituti alberghieri della zona. Il laboratorio, attualmente, utilizza gli spazi messi a disposizione dall’istituto Costante Gris di Mogliano Veneto. Camilla, Alberto, Andrea, Matteo, Daniele, Nicolò e Mattia, coordinati da Stefania e assistiti dai volontari dell’associazione (per tre giorni alla settimana) si impegnano con soddisfazione a produrre biscotti e dolciumi molto apprezzati. In un ambiente giovane, positivo e ricco di stimoli i ragazzi apprendono e mettono in pratica le attività imparate, ognuno in funzione delle proprie predisposizioni. Le materie prime necessarie per il laboratorio vengono accuratamente selezionate da grani antichi prodotti in Puglia nella provincia di Brindisi e macinati freschi.

«Ci siamo resi conto che con attenzione, delicatezza e determinazione questa situazione si può cambiare e per questo abbiamo deciso di investire le nostre energie e le nostre risorse in un progetto capace di costruire oggi un presente ed un futuro migliore, dove integrare le persone autistiche non perché bisognose di aiuto, ma perché portatrici di competenze e di benessere. Dopo aver concluso il ciclo scolastico le ragazze e i ragazzi con autismo, non hanno nessuna prospettiva lavorativa. Qualcuno finisce nei Ceod, qualcuno nelle strutture di contenimento, qualcuno viene chiuso in casa. Parliamo di persone che spesso hanno risorse e competenze inaspettate, un patrimonio collettivo da coltivare e valorizzare, non un “peso sociale”. Forse per questo motivo in diverse parti d’Italia, negli ultimi anni, “fioriscono” iniziative da parte di associazioni di famiglie che tentano di dare una risposta a un problema sociale grave e impellente. Questo progetto rappresenta il nostro tentativo di dare una risposta a questo problema che ci coinvolge in prima persona» concludono gli ideatori del progetto, un gruppo di famiglie con figli autistici sempre più consapevoli che oggi i ragazzi con autismo sono esclusi dal mondo del lavoro e dall'interazione sociale.

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