Invasione di supermercati a Treviso: l’osservazione per ridurli non accolta al piano degli interventi

L'opinione di Luigi Calesso, di Coalizione Civica

Un market trevigiano

L’inflazione di aree commerciali e l’osservazione per ridurle non accolta al Piano degli Interventi. Non è certo una novità il proliferare di aree commerciali e di edifici con questa destinazione nel territorio della nostra città, situazione che si affianca a quella della diffusione già molto elevata di strutture commerciali di medie dimensioni: il caso della futura (ma non lontana nel tempo9 apertura di un nuovo supermercato a Sant’Angelo è solo il tassello più recente di un processo che non dà segno di attenuarsi. Noi di Coalizione Civica siamo intervenuti sulla questione presentando una osservazione al Piano degli Interventi proprio per ridurre le dimensioni del fenomeno almeno per quanto riguarda una delle aree più interessate, Viale delle Repubblica (allegato il testo completo dell’osservazione).

Scrivevamo nell’osservazione:

la Variante Generale al Piano degli Interventi prevede la realizzazione di parchi commerciali di medie e grandi dimensioni nei complessi industriali in disuso che si trovano lungo viale della Repubblica;

tale scelta strategica appare conflittuale con quella di valorizzare il piccolo commercio presente sia nel centro storico che nei quartieri;

sono già stati autorizzati e si avviano alla fase di realizzazione strutture commerciali medio-grandi nelle aree periferiche del territorio cittadino (ad esempio all’ex-Marazzato);

le strutture commerciali di grandi dimensioni non sembrano più rispondere alle esigenze del mercato come accadeva qualche anno fa, tanto che alcune di esse sono in situazione di crescente crisi in varie zone d’Italia;

nel territorio cittadino esiste scarsa disponibilità di locali utilizzabili per studi professionali di piccole dimensioni (in particolare per i giovani professionisti) e per la localizzazione di nuove attività produttive a carattere innovativo;

i fabbricati industriali in disuso si prestano agevolmente a recuperi che ne consentano l’utilizzo per attività artigianali, strutture commerciali di piccole dimensioni, spazi di co-working, sedi per start-up;

Si propone che la destinazione dei complessi industriali in disuso lungo viale della Repubblica sia modificata in: attività artigianali, piccolo commercio, studi professionali, co-working, start-up produttive, aree verdi. L’accoglimento dell’osservazione avrebbe permesso di limitare il proliferare di nuove aree commerciali per esercizi di medie dimensioni, ma le controdeduzioni dell’amministrazione si sono limitate a fotografare l’esistente, cioè la possibilità che quelle aree vengano destinate anche a funzioni direzionali. In buona sostanza, l’amministrazione ha perso un’occasione per bloccare, almeno in quel quadrante strategico della città, la possibile futura realizzazione di nuove strutture commerciali, anzi sono state accolte – parzialmente o totalmente – altre osservazioni con cui si richiedeva la destinazione commerciale anche per altre aree. L’amministrazione che si riempie quotidianamente la bocca della “difesa del piccolo commercio”, in realtà sta compiendo scelte urbanistiche che vanno nella direzione completamente opposta.

Luigi Calesso

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